Algeria: il presidente Bouteflika si ricandiderà alle elezioni dell’aprile 2019

Pubblicato il 29 ottobre 2018 alle 10:48 in Africa Algeria

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Il presidente dell’Algeria, Abdelaziz Bouteflika, in carica dal 1999, parteciperà alle elezioni dell’aprile 2019 per cercare di ottenere il quinto mandato presidenziale.

La notizia è stata annunciata dal leader del partito di Bouteflika, il Fronte di Liberazione Nazionale, guidato da Djamel Ould Abbed. “Bouteflika concorrerà alla presidenza per il FLN, la sua candidatura è stata voluta da tutti i membri del partito e dai suoi seguaci in tutto il Paese”, ha spiegato Abbed. Il comitato centrale del Fronte di Liberazione Nazionale si riunirà presto per formalizzare la candidatura di Bouteflika.

Ottantunenne, il presidente algerino ha avuto un infarto nel 2013, che lo ha indebolito molto, tanto che, ancora oggi, è costretto su una sedia a rotelle, lavorando dalla sua residenza a Zeralda, ad Ovest di Algeri. Da allora, Bouteflika si è recato all’estero diverse volte per ricevere cure mediche, come in Francia e in Svizzera. Nel 2008, il leader algerino aveva eliminato le regole costituzionali che limitavano il potere presidenziale a due mandati, vincendo poi le elezioni del 2009 con il 90% dei consensi. Molti algerini lo considerano l’architetto della riconciliazione nazionale successiva alla guerra civile del 1992-2002. Alle elezioni del 2014, Bouteflika ha ottenuto l’82% dei voti.

Tuttavia, non mancano critiche ad una sua possibile rielezione. Il leader del partito New Generation, Soufiane Djilali, ha accusato l’entourage di Bouteflika di stare neutralizzando altri possibili candidati. “Non c’è alcun dubbio che Bouteflika voglia finire il resto dei suoi giorni al potere”, ha dichiarato Djilali. Tale ipotesi è stata confermata dallo storico Vermeren, il quale ha spiegato che tutti i possibili oppositori, come in passato, stanno venendo marginalizzati, in modo da eliminare qualsiasi attore contrario alla guida di Bouteflika. Le ultime elezioni presidenziali in Algeria hanno registrato un tasso di astensione del 50% e, nel 2019, si teme possano raggiungere un livello record a causa della caduta del prezzo del petrolio e della disoccupazione giovanile al 30%, che ha generato un profondo malcontento nella popolazione algerina.

L’Algeria è un Paese del Nord Africa che confina con sei Stati, quali Tunisia, Libia, Niger, Mali, Mauritania, Marocco e un’ulteriore entità territoriale, il Sahara Occidentale, che è contesa tra Rabat e il movimento locale Fronte Polisario, appoggiato dal governo di Algeri. Data la sua posizione geografica, che la espone a continue minacce dall’esterno, l’Algeria sta portando avanti una rigida campagna di sicurezza lungo i suoi confini, soprattutto con la Libia, il Mali e il Niger, per eliminare le attività terroristiche di diversi gruppi islamisti. Nel Paese nordafricano operano numerose organizzazioni terroristiche, tra cui al-Qaeda in the Islamic Maghreb (AQIM), gruppi a lei affiliati, ed entità che hanno giurato fedeltà all’ISIS, tra cui la branca algerina dello Stato Islamico, nota con il nome di Jund al-Khalifah in Algeria (JAK-A). Tali gruppi mirano a stabilire un’interpretazione fondamentalista della sharia nella regione e attaccare le forze di sicurezza e il governo locali, insieme agli interessi occidentali nell’area.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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