Sri Lanka: 1 morto e 2 feriti in protesta contro il licenziamento del primo ministro

Pubblicato il 28 ottobre 2018 alle 16:13 in Asia Sri Lanka

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Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite nella capitale dello Sri Lanka, Colombo, quando la guardia del corpo di un ministro ha aperto il fuoco contro una folla di manifestanti.

L’incidente di domenica 28 ottobre è avvenuto nel contesto di una crisi costituzionale, scoppiata poiché il presidente del Paese, Maithripala Sirisena, ha licenziato il primo ministro, Ranil Wickremesinghe, e il suo gabinetto. Il portavoce della polizia locale ha spiegato che una delle guardie del corpo del ministro del Petrolio, Arjuna Ranatunga, ha sparato contro una folla di persone che stavano cercando di impedire al ministro di entrare nel suo ufficio alla Ceylon Petroleum Corporation. La polizia ha arrestato la guardia del corpo e ha aperto un’indagine sull’accaduto.

Nella stessa giornata, Wickremesinghe ha respinto i tentativi di coloro che hanno cercato di cacciarlo dalla sua residenza ufficiale, convocando i suoi alleati per un incontro, mentre centinaia di suoi sostenitori si sono ammassati all’esterno della casa, nella capitale. Gli oppositori hanno dichiarato che chiederanno alla polizia un’ingiunzione per sfrattare l’ormai ex primo ministro, mentre i Paesi vicini e le nazioni occidentali hanno chiesto a entrambe le parti di rispettare la Costituzione ed agire in modo equilibrato.

Secondo Al Jazeera in lingua inglese, nella giornata di domenica 28 ottobre Sirisena dovrebbe fare un discorso alla nazione con il quale dovrebbe spiegare il motivo del licenziamento di Wickremesinghe.

La sparatoria del 28 ottobre è primo incidente violento da quanto, venerdì 26 ottobre, Sirisena aveva deciso di sostituire Wickremesinghe con Mahinda Rajapakse, un ex presidente accusato di abusi ai diritti umani e corruzione. La Human Rights Watch, infatti, teme che il ritorno al potere di Rajapakse possa riportare in auge “le pratiche abusive del passato”. Da parte sua, Wickremesinghe sostiene che il suo licenziamento è incostituzionale e ha richiesto una seduta parlamentare di emergenza per provare di essere ancora al comando della maggioranza. Tuttavia, Sirisena ha sospeso il Parlamento fino al 16 novembre nel tentativo di raccogliere supporto alla nomina di Rajapakse. Alcuni quotidiani privati hanno descritto la mossa di Sirisena contro Wickremesinghe come un “golpe costituzionale”.

L’India ha dichiarato di star seguendo attentamente lo sviluppo della situazione a Colombo, mentre gli ambasciatori degli Stati Uniti e dell’Unione Europea in Sri Lanka hanno chiesto alle parti di agire secondo la Costituzione e di evitare scoppi di violenza. L’ambasciatore della Cina, sabato 27 ottobre ha incontrato separatamente sia Rajapakse sia Wickremesinghe, mentre altri diplomatici occidentali si sono riuniti con l’ex primo ministro per avere informazioni sul suo licenziamento.

Sirisena e Wickremesinghe avevano unito le forze prima delle elezioni presidenziali del 2015, con l’obiettivo di sconfiggere Rajapakse, che aveva messo fine alla decennale guerra civile dello Sri Lanka contro i separatisti Tamil. Tuttavia, la relazione fra il presidente e l’ex premier era peggiorata a causa di alcuni disaccordi in merito a questioni di politica economica e di amministrazione del governo. Il presidente e i sostenitori di Rajapakse da tempo criticano il modo in cui l’ex primo ministro gestiva l’economia del Paese, incolpandolo per la svalutazione della rupia rispetto al dollaro. Inoltre, in seguito alla scoperta di alcuni complotti che prevedevano l’assassinio del presidente, Sirisena si era lamentato che il governo di Wickremesinghe non aveva considerato seriamente tali minacce.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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