Siria: Macron, Putin, Merkel ed Erdogan parlano del futuro del Paese

Pubblicato il 28 ottobre 2018 alle 12:22 in Europa Siria

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Russia, Germania, Francia e Turchia, in occasione di un summit volto a gettare le basi per la pace in Siria, hanno sottolineato l’importanza di mantenere un cessate-il-fuoco di lunga durata nel Paese, aggiungendo che, entro la fine dell’anno, un comitato dovrebbe riunirsi per creare la nuove Costituzione del Paese mediorientale.

I leader dei 4 Stati hanno partecipato a un summit a Istanbul, sabato 27 ottobre, durate il quale hanno discusso della situazione in Siria, dove nell’ultima settimana una serie di violenze nell’ultima roccaforte dei ribelli ha evidenziato la fragilità di un patto, stipulato a settembre, volto a evitare un’offensiva contro il governo. Ankara, che sostiene i ribelli, e Mosca, che supporta il presidente siriano, Bashar al-Assad, avevano stretto un accordo per creare una zona demilitarizzata nella regione nordoccidentale di Idlib. Il patto prevede la creazione di una zona cuscinetto, circa 15-20 chilometri all’interno del territorio ribelle, che doveva essere privata di tutte le armi pesanti e tutti i combattenti jihadisti. Il presidente russo, Vladimir Putin, aveva dichiarato che Mosca si riservava il diritto di aiutare Damasco a “eliminare i terroristi” nella zona in caso di provocazioni. Idlib e le aree adiacenti rappresentano l’ultima roccaforte dei ribelli, che dal 2011 combattono contro Assad. La zona ospitava circa 3 milioni di persone, più della metà dei quali sono fuggiti in altre regioni del Paese quando le forze governative erano entrate nell’area.

Durante il summit, Turchia, Russia, Germania e Francia hanno altresì sottolineato l’importanza di un processo politico inclusivo nel Paese, guidato e gestito dalla Siria stessa, parlando anche della necessità di creare le condizioni adatte per permettere un ritorno volontario e sicuro per tutti i cittadini scappati dall’area.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che l’accordo negoziato da Russia e Turchia deve essere necessariamente attuato, così da garantire un cessate-il-fuoco stabile e sostenibile. “Contiamo che Mosca eserciterà una grande pressione sul regime siriano, che chiaramente deve alla Russia la sua sopravvivenza” ha aggiunto il leader. Macron ha altresì ricordato che un’offensiva militare contro il regime di Assad e i suoi alleati avrebbe conseguenze umanitarie e di sicurezza inaccettabili.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha dichiarato che la soluzione al conflitto siriano non può essere soltanto militare e deve includere un processo politico sotto la guida dell’ONU, con l’obiettivo di tenere elezioni libere nel Paese mediorientale.

Macron e le sue controparti hanno anche sottolineato la necessità di riunire un comitato, entro la fine del 2018, per cominciare i lavori per la redazione di una nuova Costituzione siriana. Durante una conferenza di pace siriana tenutasi in Russia a gennaio, i partecipanti si erano accordati per formare una commissione di circa 150 persone per riscrivere il documento costituzionale: un terzo dei membri sarebbero stati scelti dal governo, un terzo dai gruppi dell’opposizione e un terzo dalle Nazioni Unite. Tuttavia, i tentativi di far sedere al tavolo le due parti per creare una Costituzione sono sempre falliti e il comitato non si è mai riunito. L’inviato dell’ONU per la Siria, Staffan de Mistura, ha comunicato al Consiglio di Sicurezza, venerdì 26 ottobre, che Damasco attualmente vorrebbe che le Nazioni Unite facilitassero solamente la redazione della Costituzione, rinunciando a nominare un terzo dei membri del comitato.

Secondo Al Jazeera in lingua inglese, tra i partecipanti al summit di Istanbul c’è stato poco consenso e le diverse opinioni erano manifeste. La Francia avrebbe partecipato all’incontro perché desiderava ottenere una garanzia e la promessa, da parte di Russia e Turchia, che l’accordo di Idlib per creare la zona demilitarizzata diventerà un cessate-il-fuoco duraturo. Tuttavia, Ankara e Mosca, da parte loro, volevano che l’Europa si impegnasse ad aiutare a finanziare la ricostruzione della Siria, promessa che non hanno ottenuto. Inoltre, Ankara voleva controbilanciare la Russia attraverso la Germania e la Francia così da stabilizzare la situazione di Idlib e assicurare che Mosca e Damasco non invadano la Turchia e non vi mandino tutti i ribelli e i jihadisti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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