Libia: Serraj incontra Conte a Roma in vista della conferenza di Palermo

Pubblicato il 28 ottobre 2018 alle 13:23 in Italia Libia

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Il primo ministro libico, Fayez al-Serraj, ha incontrato a Roma il premier italiano, Giuseppe Conte, per discutere i dettagli della prossima conferenza di Palermo sulla Libia.

Venerdì 26 ottobre, i due leader si sono incontrati a Palazzo Chigi per parlare del meeting di novembre, durante il quale verrà discussa la situazione politica libica, che attualmente si trova in una fase di stallo. L’ufficio del premier libico ha rilasciato una dichiarazione dove ha spiegato che Serraj ha domandato l’unificazione delle posizioni regionali e internazionali nei confronti di Tripoli, chiedendo altresì ai partecipanti della conferenza di Palermo di impegnarsi ad attuarne gli esiti, così da costruire uno Stato civile democratico basato sulla legge costituzionale e sulle elezioni.

Durante l’incontro, i due primi ministri hanno discusso della cooperazione economica fra i due Paesi, del supporto ai settori dei servizi e delle infrastrutture libico, della cooperazione contro l’immigrazione irregolare e dell’addestramento della guardia costiera e del personale di sicurezza di frontiera della Libia. Serraj e Conte hanno altresì rivisto le ultime disposizioni relative alla sicurezza e il pacchetto di riforme adottate dal Tripoli nel Paese. Il primo ministro libico ha comunicato che il suo governo sostiene i tentativi dell’inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salame, di trovare una soluzione alla crisi libica.

La conferenza di Palermo sulla Libia si terrà il 12 e il 13 novembre e Serraj ha fatto sapere che si impegnerà per cercare di produrre risultati concreti e positivi da tradurre in attività pratiche sul territorio che potranno portare a risolvere la crisi libica a livello politico. Oltre che agli esponenti delle parti libiche, a Palermo sono attese delegazioni dai Paesi del Golfo, dalla Turchia e dall’Unione Europea.

Da quando il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, la Libia non è mai riuscita a compiere una transazione democratica. Il potere politico è attualmente diviso in due governi: il primo a Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia; il secondo a Tobruk, sostenuto da Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. I trafficanti di esseri umani, così come i gruppi armati e le organizzazioni terroristiche, stanno traendo vantaggio da questa situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui e che l’instabilità continua a persistere.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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