Afghanistan: le elezioni parlamentari continuano nella violenta provincia di Kandahar

Pubblicato il 28 ottobre 2018 alle 6:00 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La provincia meridionale afghana di Kandahar è stata chiamata alle urne nelle elezioni parlamentari sabato 27 ottobre, una settimana dopo che quasi tutte le province del Paese hanno già espresso i loro voti, in seguito a un rinvio causato dall’uccisione del capo di polizia locale per mano dei talebani.

Migliaia di soldati sono stati dispiegati, sabato 27 ottobre, nella turbolenta provincia afghana di Kandahar, nel sud del paese, nel tentativo di incoraggiare, con la loro presenza, l’affluenza dei cittadini alle urne. I residenti sono stati spaventati e intimiditi dai talebani per settimane, in ultimo con l’uccisione, da parte del gruppo terroristico, del generale afghano Raziq. Zia Durani, portavoce della polizia di Kandahar, ha affermato che le forze di sicurezza della regione stanno lavorando strenuamente per proteggere gli oltre 550mila elettori la cui affluenza è prevista ai seggi nel corso della giornata.

32 delle 34 province afghane avevano già votato il weekend precedente, tra il 20 e il 21 ottobre. Tuttavia, le elezioni parlamentari non si erano regolarmente svolte nemmeno nella provincia centrale di Ghazni, a sud-ovest della capitale Kabul, in quanto la regione si sta ancora riprendendo dall’incursione talebana dello scorso agosto. Ghazni, al contrario di Kandahar, non ha ancora fissato una data elettorale. I risultati preliminari delle elezioni a livello nazionale sono attesi a partire dai primi di novembre, tuttavia i risultati definitivi saranno noti solamente nel 2019.

La morte del generale Raziq potrebbe servire per riunire i votanti e far fare loro fronte comune, ha commentato Dawa Khan Menapal, un candidato indipendente nella provincia di Kandahar, aggiungendo: “Il popolo è determinato a prendere parte alle elezioni, poiché vuole mostrare ai talebani che il terrore non può impedire ai cittadini afghani di decidere il loro avvenire”.

Durante le due giornate di elezioni, nel weekend del 20 e 21 ottobre, gli insorti talebani avevano scagliato circa 250 attacchi in tutto il Paese, uccidendo almeno 50 persone e ferendone oltre cento, ha reso noto il Ministero dell’Interno afghano. La situazione era precipitata nella regione dopo che il capo della polizia distrettuale afghana di Kandahar nonché potente generale impegnato nella lotta contro i talebani, Abdul Raziq, era stato ucciso dai militanti islamici in un attacco mirato presso un presidio fortificato delle forze governative, al punto che le elezioni parlamentari previste per sabato 20 ottobre, nella provincia di Kandahar, erano state posticipate di una settimana.  L’attacco aveva preso di mira anche un importante comandante americano dispiegato in Afghanistan, Scott Miller, che però si è salvato. L’aggressione perpetrata dei talebani era avvenuta nella giornata di giovedì 18 ottobre e aveva provocato la morte di almeno 3 persone, causando un repentino intervento delle autorità, le quali avevano dispiegato ulteriori forze di sicurezza nel sud del Paese. Raziq era uno degli uomini forti delle truppe governative nella battaglia contro il gruppo talebano, e aveva a lungo controllato la provincia afghana con il pugno d’acciaio, garantendole un periodo di relativa stabilità e sicurezza; era persino stato accusato di aver creato alcune “camere delle torture” in segreto, accusa da lui respinta. Il governo del presidente afghano, Ashraf Ghani, ha nominato il fratello di Raziq come suo successore, dopo che i suoi sostenitori avevano minacciato di impedire le elezioni nella provincia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.