Immigrazione: sempre più migranti si fermano in Albania

Pubblicato il 27 ottobre 2018 alle 11:51 in Albania Immigrazione

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Sempre più migranti, diretti verso l’Unione Europea, decidono di sospendere il loro viaggio e fermarsi a vivere in Albania.

Per i più deboli e per coloro che viaggiano con bambini piccoli la prospettiva di continuare il pericoloso viaggio alla volta del territorio europeo perde di attrattiva una volta giunti nel Paese. Le autorità albanesi temono che l’indurimento dell’atteggiamento dell’Europa verso i migranti intrappolerà sempre più persone a tempo indefinito nel suo territorio.

“L’Albania non ha la capacità di ricevere un gran numero di richiedenti asilo e di offrire loro servizi in linea con gli standard dell’Unione Europea” ha spiegato il vice ministro dell’Interno, Rovena Voda, aggiungendo che Tirana ha chiesto ulteriore sostegno alle autorità europee. Il Paese balcanico attualmente ha solo un centro di ricezioni a Babrru, che può ospitare 200 persone. Alcuni migranti utilizzano i propri risparmi o il supporto ai richiedenti asilo per affittare appartamenti.

L’Albania, che avvierà le pratiche per entrare nell’Unione Europea nel 2019, si è rifiutata di istituire una serie di “centri di ritorno” per i migranti che sono stati respinti dal blocco europeo ma che non possono essere costretti legalmente a tornare a casa senza un accordo di riammissione. Il primo ministro albanese, Edi Rama, aveva respinto questa proposta, sostenuta da Paesi quali l’Austria, dichiarando che i richiedenti asilo non sono “rifiuti tossici”.

Da gennaio, ogni mese la polizia albanese ha intercettato circa 800 migranti che viaggiavano dalla Grecia attraverso l’Albania. All’inizio di ottobre, il Paese ha firmato un accordo per garantire l’assistenza dell’agenzia Frontex nel pattugliamento dei confini. Fino ad agosto 2018, Tirana ha ricevuto più di 3.000 richieste d’asilo, mentre in tutto il 2017 erano state solamente 307, secondo i dati riportati da Pablo Zapata, un funzionario dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR).

Nel 2015, migliaia di migranti avevano intrapreso il viaggio attraverso i Balcani per arrivare in Unione Europea, ma in quel frangente il territorio albanese non era stato coinvolto. Come riportato da Frontex, nel 2018 c’è stata un’inversione di rotta in merito ai tragitti percorsi dai migranti nella regione balcanica. Da una parte, quella che fino a poco tempo fa era la principale rotta dei Balcani Occidentali, che prevede il passaggio dalla Serbia all’Ungheria o alla Croazia, continua ad essere percorsa da un basso numero di migranti irregolari, come conseguenza del trattato concluso tra l’Unione Europea e la Turchia il 18 marzo 2016. D’altro canto, la pressione migratoria è aumentata in un percorso parallelo, che approda proprio in Bosnia, dove i migranti giungono passando o dalla Serbia o dall’Albania attraverso il Montenegro.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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