Afghanistan: autobomba suicida, 5 morti

Pubblicato il 27 ottobre 2018 alle 10:42 in Afghanistan Asia

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Almeno 5 persone sono rimaste uccise, e altre 15 ferite, nell’attentato suicida che si è verificato quando è esplosa un’autobomba fuori da una centrale della polizia di Wardak, provincia dell’Afghanistan centrale, sabato 27 ottobre.

L’autobomba è esplosa nelle prime luci dell’alba di sabato 27 ottobre a Maidan Shahr, la città più importante della provincia di Wardak, situata circa 35 km a sud-est dalla capitale afghana Kabul. Quando l’ordigno è stato detonato, alcuni poliziotti e civili stavano entrando nella base. A renderlo noto è stato un portavoce del comandante di polizia, Hekmat Durrani, il quale ha spiegato che 3 delle vittime sono civili, e 2 erano membri delle forze dell’ordine. Durrani ha aggiunto che il bilancio delle vittime potrebbe essere destinato a salire, in quanto le forze di sicurezza sono attualmente impegnate a recuperare corpi e feriti nella zona dell’esplosione.

Al momento, l’attacco non è stato ancora rivendicato da alcun gruppo terroristico, tuttavia è alta la probabilità che si tratti di un altro attentato perpetrato dagli insorti talebani, i quali, dopo essere stati abbattuti dagli americani, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento della NATO nell’agosto 2003, sono tornati a essere un gruppo insurrezionale che compie numerose offensive per destabilizzare il Paese e riprendere il controllo del governo. Diciassette anni di invasione e più di 100 miliardi di dollari spesi, tuttavia, non sono ancora riusciti a porre fine all’instabilità del Paese, che continua a subire la furia sia dei militanti afghani, sia dei terroristi affiliati all’ISIS. L’obiettivo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul per imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

L’aggressione talebana più recente nel Paese si era verificata sabato 20 ottobre, quando un attentatore suicida si era fatto esplodere nella capitale afghana, Kabul, causando 15 morti, di cui 10 civili e 5 membri delle forze di polizia, e almeno 25 altri erano stati feriti, mentre erano in procinto di chiudere i seggi predisposti alle elezioni parlamentari che si stavano svolgendo nella stessa giornata. Almeno 8.050 civili afghani sono morti o hanno riportato ferite nei primi nove mesi del 2018, e metà di loro per via di attentati suicidi esplosivi; a rendere pubbliche tali cifre sono state le Nazioni Unite, nel corso della prima metà di ottobre.

Le elezioni parlamentari afghane, fissate da tempo per la giornata di sabato 20 ottobre, erano state a più riprese minate dai ripetuti attacchi perpetrati dal gruppo dei talebani, i quali hanno diffuso una serie di comunicati e messaggi in cui mettevano in guardia la popolazione scoraggiandola a partecipare alle elezioni se non voleva subire ritorsioni violente. Nell’arco degli ultimi mesi, i talebani hanno orchestrato e portato a termine ripetuti attacchi e attentati suicidi contro i raduni politici e i seggi elettorali nel tentativo di spaventare la popolazione e scoraggiare l’afflusso alle urne. Sabato 13 ottobre, almeno 22 persone erano rimaste uccise e oltre altre 36 ferite a causa dell’esplosione di un ordigno presso il comizio elettorale di una donna afghana che si presentava come candidata per le elezioni parlamentari. Suddetti attacchi hanno altresì evidenziato i problemi inerenti alla sicurezza in Afghanistan, nonostante la presenza in loco delle truppe statunitensi e della missione “Resolute Support” della NATO. Il picco delle violenze si è sfiorato nella provincia di Kandahar, nel Sud dell’Afghanistan, dove le elezioni sono state posticipate di una settimana in seguito all’assassinio del capo della polizia afghana provinciale, il generale Abdul Raziq, avvenuto giovedì 18 ottobre in un attacco terroristico contro le forze di sicurezza, alla fine di un meeting con le forze della NATO.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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