IOM: morti nel Mediterraneo occidentale raddoppiati rispetto al 2017

Pubblicato il 26 ottobre 2018 alle 16:27 in Europa Immigrazione

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Dall’inizio del 2018, le morti lungo la rotta del Mediterraneo Occidentale, che collega Marocco e Algeria alla Spagna, sono raddoppiate rispetto al 2017.

È quanto rende noto l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) Graie ai dati raccolti attraverso il suo Progetto Missing Migrants (MMP), che si occupa di quantificare il numero degli stranieri che perdono la vita in in mare nel corso delle traversate. Lungo la rotta del Mediterraneo Orientale, nello specifico, dal primo gennaio alla fine di ottobre sono morti 547 migranti, che costituiscono il doppio rispetto ai 224 decessi registrati in tutto il 2017.

Il direttore del centro di analisi dei dati dell’IOM, Frank Laczko, ha spiegato che il crescente numero di morti in tale porzione del Mediterraneo è molto preoccupante. A suo avviso, le cifre, tuttavia, rivelano solo una parte della tragedia che sta avvenendo, poiché per ogni singola persona che perde la vita c’è una famiglia in attesa di sapere il destino del proprio caro.

Il fenomeno delle morti nel Mediterraneo occidentale, soprattutto tra Spagna e Marocco, non è nuovo. L’Andalusian Association for Human Rights ha documentato il decesso di oltre 6.000 persone lungo quella rotta, a partire dal 1997. Secondo Laczko, il crescente numero di morti a partire dal 2018 è legato all’aumento dei tentativi di traversata dal Nord Africa alla Spagna, rispetto agli ultimi cinque anni. Delle 547 scomparse registrate dall’inizio dell’anno in tale tratta, oltre la metà sono accadute nel corso di 7 naufragi. Tra il 2014 e il 2017, invece, sono stati registrati soltanto 2 o meno incidenti del genere ogni anno.

L’IOM riferisce altresì che alla cifra registrata dall’inizio del 2018, dovrebbero essere aggiunti diversi altri migranti di cui sono state perse le tracce. Tale conclusione è stata dedotta dal fatto che i resti di oltre 60 persone sono stati rinvenuti sulle spiagge spagnole, marocchine e algerine, che non sono stati associati ad alcun naufragio di quelli appurati dall’organizzazione. Inoltre, le organizzazioni non governative operanti in Spagna e in Marocco hanno ricevuto molte segnalazioni da parte di familiari che denunciavano la comparsa di un parente, la cui morte non è mai stata confermata nei naufragi accaduti.

Il progetto Missing Migrants dell’IOM basa le sue stime su varie fonti, tra cui le segnalazioni ricevute delle Guardia Costiere, le organizzazioni non governative, le organizzazioni della società civile e dei media. Tuttavia, le informazioni sulla morte dei migranti sono frammentate e, di conseguenza, non esistono dati completi.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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