Francia vuole rimpatriare i bambini dei foreign fighter dalla Siria

Pubblicato il 25 ottobre 2018 alle 7:34 in Francia Siria

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La Francia si sta impegnando a riportare in patria i bambini dei foreign fighter francesi in Siria, che si trovano elle mani delle forze curdo-siriane. Le loro madri, invece, saranno lasciate nel Paese mediorientale, dove verranno processate dalle autorità locali.

La Francia è stato il Paese europeo dal quale è partito il maggior numero di combattenti stranieri per la Siria e l’Iraq. Come altri Stati europei, Parigi, da quando l’ISIS è stato sconfitto militarmente lo sorso dicembre, sta cercando di gestire il problema del rientro dei sospettati militanti francesi partiti per la raggiungere le zone d guerra in Medio Oriente. Negli ultimi anni, la Francia è stata uno dei Paesi europei che ha subito il maggior numero di attacchi terroristici di matrice islamista. Il più mortale si è verificato la notte del 13 novembre 2015, quando tre squadre formate da 9 militanti attaccarono sei diversi luoghi della capitale francese quasi simultaneamente, causando la morte di 137 persone, inclusi i terroristi, e il ferimento di altre 352. Il giorno seguente, l’ISIS rivendicò l’attentato attraverso un comunicato in cui definì Parigi “una città di crociati”, piena di “prostituzione e vizi”, e in cui minacciò di colpirla nuovamente. 

Mentre il governo continua a portare avanti una politica molto rigida nei confronti dei foreign fighter, rifiutandosi di accoglierli, nei riguardi dei bambini ha deciso di intervenire per cambiare la loro situazione. Un ufficiale francese ha spiegato che le autorità di Parigi stanno infatti valutando la possibilità di rimpatriare i minorenni. Circa 60 donne, di cui 40 madri con almeno 150 bambini, sono state segnalate dalle famiglie francesi, le quali sostengono che si trovino in Siria. La maggior parte dei minori, inoltre, avrebbero meno di 6 anni. Grazie allo scambio di informazioni con le autorità curde e la Croce Rossa Internazionale, i bambini sono stati individuati essere nel Nord-Est della Siria.

Al momento, sono in fase di preparazione le procedure per effettuare i rimpatri, anche di coloro che sono nati in Siria, e in base alla disponibilità delle madri di separarsi da loro. “È l’opzione migliore per i minori”, ha spiegato un ufficiale francese, il quale ha precisato che la Francia teme che, rimanendo in Siria, i bambini possano diventare militanti. Già nel dicembre 2017, Parigi aveva riportato in patria 3 minori di una donna francese che era stata condannata all’ergastolo nel mese di giugno da una corte irachena per essersi unita allo Stato Islamico. La militante, tuttavia, ha deciso di tenere con lei in carcere il più piccolo dei bambini. Tale caso, tuttavia, era stato più semplice per le autorità francesi, in quanto l’Iraq dispone di un sistema legale funzionante, al contrario del Kurdistan del Nord della Siria, che è al di fuori del controllo del governo siriano.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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