Arabia Saudita: 3 miliardi di dollari al Pakistan

Pubblicato il 24 ottobre 2018 alle 10:54 in Arabia Saudita Pakistan

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L’Arabia Saudita ha promesso 3 miliardi di dollari al Pakistan, martedì 23 ottobre, per aiutare il Paese dell’Asia meridionale a combattere una crisi di bilancio, secondo una dichiarazione di Islamabad. Oltre a ciò, il Paese mediorientale ha anche accettato di fornire nuovamente lo stesso importo in forma di pagamento dilazionato per l’importazione di petrolio. L’accordo tra i 2 Paesi è stato concluso durante una visita del primo ministro pakistano, Imran Khan, a Riyadh, dove si è confrontato il re Salman.

Il nuovo leader pakistano ha anche partecipato ad una conferenza sugli investimenti in Arabia Saudita, dove ha incontrato potenziali investitori in cerca di finanziamenti per sanare le finanze del Paese, attualmente in deterioramento. Il summit, noto anche come “Davos nel deserto”, è stato messo in ombra dalla crescente indignazione globale per l’omicidio del giornalista e critico del governo saudita, Jamal Khashoggi.

L’impegno saudita è arrivato pochi giorni dopo che la Banca Centrale pakistana ha avvertito che l’inflazione potrebbe raddoppiare nel 2019, raggiungendo il 7,5%, mentre l’attuale tasso del target di crescita del 6,2% verrebbe probabilmente ridotto. Alla luce di tali informazioni, il ministro delle Finanze pakistano, Asad Umar, sabato 20 ottobre, ha annunciato che il Paese si sta dirigendo rapidamente verso la bancarotta.

Per contrastare le difficoltà economiche, i 2 Paesi hanno concordato che l’Arabia Saudita effettuerà un deposito di 3 miliardi di dollari per un periodo di un anno come sostegno alla bilancia dei pagamenti del Pakistan. Come anticipato, a tale misura il Paese mediorientale ha aggiunto un sistema di pagamento differito della durata di un anno per l’importazione di petrolio, fino a 3 miliardi di dollari. L’accordo in questione resterà in vigore per 3 anni.

Durante il discorso di Imran Khan alla Future Investment Initiative (FII) a Riyadh, primo ministro pakistano ha inoltre rivelato che il proprio Paese è anche in trattative con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per un nuovo piano di salvataggio. La presenza del primo ministro alla FII è arrivata nonostante molti leader politici e capi aziendali abbiano evitato la conferenza in seguito alla morte di Jamal Khashoggi presso il consolato saudita a Istanbul, lo scandalo che ha portato Riyadh in una crisi diplomatica.

Da quando è salito al potere, il 18 agosto, Khan ha provato ad ottenere prestiti da alleati come la Cina e l’Arabia Saudita, promettendo di recuperare i fondi rubati da funzionari corrotti e intraprendendo una serie di misure populiste di austerità di alto profilo. Nonostante ciò, gli aiuti pervenuti sono stati insufficienti e gli avvertimenti degli economisti sono diventati sempre più pressanti.

Infine, malgrado il ministro delle Finanze pakistano abbia promesso di porre fine alla dipendenza del Paese dai salvataggi del Fondo Monetario Internazionale, i funzionari statali si stanno preparando a negoziare un nuovo prestito. Non a caso, un team del FMI arriverà in Pakistan all’inizio di novembre per iniziare i negoziati.

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Alice Bellante

di Redazione

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