Le due Coree e l’Onu hanno concordato di ritirare le armi dalla zona di confine

Pubblicato il 23 ottobre 2018 alle 7:21 in Corea del Nord Corea del Sud

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Le due Coree e il commando dell’Onu hanno concordato di ritirare le armi e i posti di guardia nei pressi del villaggio di Panmunjom, nella zona demilitarizzata, lunedì 22 ottobre. La notizia è stata annunciata dal Ministero della Difesa di Seoul, il quale ha motivato la mossa con il rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi.

Nello specifico, riferisce Reuters, verranno ritirati 11 posti di guardia nel raggio di 1 km dalla linea di demarcazione militare tra i confini, entro la fine del 2018. È previsto altresì che i due Stati ritirino le armi da fuoco dalla Joint Security Area (JSA), riducano il personale posizionato a Panmunjom a 35 e aumentino la condivisione delle informazioni e dell’equipaggiamento di sorveglianza. Durante l’incontro del 22 ottobre, le tre parti hanno altresì concordato che avrebbero concluso il ritiro delle armi entro il 25 ottobre, in seguito ad una serie di ispezioni congiunte nei giorni precedenti. Le due Coree avevano avviato i operazioni di sminamento nella zona demilitarizzata lo scorso primo ottobre, deciso il 18 settembre in occasione dell’incontro tra il presidente sudcoreano, Moon Jae-in, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, a Pyongyang.

L’annuncio è arrivato in un momento in cui gli Stati Uniti sono preoccupati in merito alla possibilità che le iniziative militari congiunte tra Corea del Nord e Corea del Sud possano ostacolare il processo di denuclearizzazione promesso dalla Corea del Nord. Il predicente Trump e Kim Jong-un si sono incontrati per la prima volta il 12 giugno scorso, nello storico meeting di Singapore, durante il quale hanno firmato un documento congiunto per rilanciare le relazioni ed effettuare la totale denuclearizzazione della penisola coreana.

Le negoziazioni diplomatiche, tuttavia, sono entrate in una fase di stallo per mancanza di accordi sulle modalità con cui procedere all’eliminazione del nucleare dalla Corea del Nord. Il 24 agosto, Trump ha cancellato improvvisamente la visita del segretario di Stato, Mike Pompeo, in Corea del Nord, dichiarando che gli sforzi volti alla denuclearizzazione di Pyongyang si erano arrestati. Da parte loro, i media di Stato nordcoreani hanno reagito accusando gli Stati Uniti di fare “il doppio gioco” e “ordire un complotto criminale” contro Pyongyang. Alla fine di agosto, la Corea del Sud ha poi reso noto che avrebbe inviato i propri inviati speciali in Corea del Nord, il 5 settembre, per concordare un nuovo summit tra i leader dei due Paesi. Nel corso di tale incontro, Kim Jong-un ha dichiarato di voler completare la denuclearizzazione della penisola coreana entro la fine del mandato di Trump, prevista per l’inizio del 2021.

Nel frattempo, il 7 ottobre, Pompeo ha incontrato Kim Jong-un nella capitale nordcoreana. I due hanno concordato che gli ispettori internazionali visiteranno una struttura della Corea del Nord deputata al collaudo dei missili, nonché il sito di collaudo nucleare Punggye-ri, una struttura situata all’interno di una montagna, in prossimità con il confine cinese, che Pyongyang sostiene di aver distrutto. In particolare, il Paese asiatico afferma che lo smantellamento di tale struttura sia iniziato a maggio, ma non ha mai consentito agli osservatori internazionali di esaminare il sito per verificare tale operazione. Tuttavia, l’ispezione da parte degli osservatori internazionali, ha spiegato il Segretario di Stato statunitense, potrà essere svolta solo dopo che le due parti raggiungeranno un accordo sulla logistica.

Il JSA è l’unico punto dei confini tra Corea del Nord e Corea del Sud, lunghi 250 km, ad essere demilitarizzato. Anche se le truppe sudcoreane hanno gradualmente preso il controllo della gran parte delle operazioni dalla parte della Corea del Sud, le forze internazionali, sotto il comando delle Nazioni Unite e guidate dagli Stati Uniti, continuano a mantenere ruoli importanti. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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