Romania: Riforma giudiziaria criticata dalla Commissione di Venezia

Pubblicato il 22 ottobre 2018 alle 13:32 in Europa Romania

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La Commissione di Venezia ha dichiarato, venerdì 19 ottobre, che le riforme della Romania in materia di diritto penale indeboliscono la lotta alla corruzione, ai reati violenti e alla criminalità organizzata. Tramite un comunicato stampa, l’organo consultivo del Consiglio d’Europa ha espresso la propria preoccupazione per il fatto che numerosi progetti di emendamento al codice penale e a quello di procedura penale in Romania “indeboliscono gravemente l’efficacia del suo sistema giudiziario” per combattere i suddetti reati. Il comunicato stampa contiene inoltre una raccomandazione alle autorità di Bucarest, a cui viene chiesto di procedere ad una rivalutazione delle modifiche proposte per entrambi i codici, con l’invito di presentare una proposta legislativa solida e coerente, e che tenga conto delle direttive espresse il 12 ottobre dalla Corte Costituzionale rumena, che aveva dichiarato l’incostituzionalità di oltre 60 articoli del disegno di legge.

L’organo consultivo del Consiglio d’Europa ha inoltre sottolineato che la nuova proposta legislativa deve “beneficiare di un ampio sostegno all’interno della società rumena”. La popolazione rumena, il 10 agosto, si era espressa in maniera critica nei confronti delle riforme: migliaia di cittadini si sono riuniti a Bucarest per manifestare contro la corruzione del Paese, i salari bassi e il tentativo del partito Social Democratico di controllare la magistratura. Le proteste erano state poi definite dal leader partito Social Democratico della Romania, Liviu Dragnea, come “un fallito colpo di Stato”, come riporta Reuters. Quella del 10 agosto non è la prima rivolta contro il Governo rumeno. Ce ne sono state varie da quando il Partito Social Democratico ha preso il potere e ha cercato di apportare delle modifiche alla legislazione anti corruzione.

La Commissione di Venezia ha inoltre adottato, con alcuni emendamenti, il parere preliminare che aveva adottato a luglio in riferimento a tre leggi, già promulgate ed entrate in vigore, che modificano la legislazione sullo statuto di giudici e procuratori e del Consiglio Superiore della Magistratura. Il parere sottolinea che tali leggi influenzerebbero negativamente l’efficienza, la qualità e l’indipendenza della magistratura.

La Commissione di Venezia è l’organo consultivo del Consiglio d’Europa per le questioni costituzionali, che ha il compito di fornire consulenza legale ai Paesi membri, con l’obiettivo di aiutare quelli che desiderano allineare le loro strutture giuridiche ed istituzionali agli standard europei.

Un simile richiamo era stato effettuato nei confronti di Bucarest da parte dell’UE. Frans Timmermans, il vice-Presidente della Commissione Europea, durante un dibattito sullo stato di diritto in Romania, tenutosi mercoledì 3 ottobre al Parlamento dell’EU, ha chiesto alle autorità di Bucarest iniziare indagini al fine di evitare che le riforme giudiziarie portate avanti nel Paese abbiano un impatto negativo sull’indipendenza della magistratura e sull’efficacia della lotta contro la corruzione. In quell’occasione, le critiche erano state condivise anche dal Dipartimento di Stato degli USA, nonché dai magistrati rumeni, che avevano minacciato di protestare.

Il Governo della Romania è guidato dal Primo Ministro Viorica Dancila, esponente del Partito Socialdemocratico, nominata il 28 gennaio 2018 da Liviu Dragnea, che, come riporta Reuters, non può ricoprire tale carica per via di una precedente condanna in un caso di brogli elettorali. L’agenzia di stampa britannica riporta inoltre che Drangea sia stato condannato dalla Corte Suprema, a luglio, ad una pena di 3 anni e mezzo per aver incitato altre persone a commettere abusi, ma il leader del partito Social Democratico ha impugnato la sentenza, negando le accuse. Il Presidente della Romania, Klaus Iohannis, è invece un membro del Partito Liberale.

 

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Cristina Lipari

di Redazione

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