La Germania sospenderà le esportazioni di armi all’Arabia Saudita

Pubblicato il 22 ottobre 2018 alle 8:59 in Arabia Saudita Germania

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La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha annunciato che la Germania sospenderà le esportazioni di armi all’Arabia Saudita, almeno per il momento, date le circostanze poco chiare relative all’uccisione del giornalista Jamal Khashoggi, avvenuta il 2 ottobre presso il consolato saudita ad Istanbul.

Ad avviso di Merkel, Riad, oltre a non essere stata chiara riguardo al caso, non ha ancora rivelato tutti i dettagli. “Prima di tutto condanniamo questo atto. C’è un urgente bisogno di chiarire ciò che è accaduto, ma siamo lontani dall’avere una spiegazione e dall’individuare un colpevole”, ha affermato la cancelliera, aggiungendo che, in tali circostanze, la sospensione delle esportazioni di armi al Arabia Saudita è una scelta giusta.

Il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ancora prima dell’annuncio di Merkel, aveva proposto l’interruzione della vendita di equipaggiamenti e armi militari al Paese arabo. L’accordo firmato dalla coalizione governativa tedesca include una clausola che impedisce l’esportazione di armi a Paesi coinvolti direttamente nella guerra in Yemen, come l’Arabia Saudita, che è intervenuta nel conflitto nel marzo 2015 al fianco delle forze del presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, per combattere i ribelli sciiti Houthi. Tuttavia, i Paesi che hanno concluso un accordo con la Germania prima che l’attuale coalizione salisse al governo sono esclusi dalla clausola. Merkel ha riferito che Berlino valuterà ulteriori reazioni al caso Khashoggi con i partner internazionali.

Occorre ricordare che la Germania è il quarto Paese per volume di esportazioni di armi all’Arabia Saudita dopo Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Nel corso di settembre, Berlino aveva approvato esportazioni darmi del valore di 416 milioni di euro a Riad, per l’anno 2018. In passato, tali esportazioni avevano riguardato per lo più navi per il pattugliamento. Nonostante il presidente americano, Donald Trump, abbia esortato i Paesi a interrompere la vendita di armi all’Arabia Saudita, ha affermato che gli USA si “auto-punirebbero” se smettessero di venderle a Riad. “Ci sono altre cose molto potenti che possiamo fare e le faremo”, ha assicurato il capo della Casa Bianca.

I commenti della cancelliera hanno seguito quelli del ministro degli Esteri saudita, il quale ha affermato che l’assassinio di Khashoggi è stato parte di una congiura e che le circostanze della sua morte sono sconosciute.

La vittima, un editorialista del quotidiano statunitense The Washington Post che aveva criticato l’ascesa al potere del principe saudita, era scomparso il 2 ottobre, dopo essere entrato nel consolato di Istanbul per ottenere i documenti necessari per il matrimonio con la fidanzata turca. Dopo aver negato qualsiasi coinvolgimento nella sua scomparsa, il 20 ottobre, l’Arabia Saudita aveva ammesso che l’uomo era morto in una rissa avvenuta all’interno del consolato. La Turchia sospetta che il corpo del giornalista sia stato smembrato. Tuttavia, Riad ha poi modificato la versione dell’accaduto, sostenendo che il governo saudita volesse convincere Khashoggi a tornare in patria, come parte di una campagna per prevenire che gli oppositori del Paese venissero ingaggiati dai nemici. Per questo motivo, il vice presidente dell’Intelligence saudita, Ahmed al-Asiri, aveva assemblato il gruppo di 15 persone, inviandolo a Istanbul per incontrare il giornalista e convincerlo a tornare in Arabia Saudita.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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