Israele teme che Trump riconoscerà Gerusalemme come capitale di Israele e Palestina

Pubblicato il 21 ottobre 2018 alle 15:59 in Israele Palestina USA e Canada

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Il governo israeliano teme che l’amministrazione Trump stia considerando di riconoscere Gerusalemme come capitale sia della Palestina sia di Israele, nel tentativo di convincere il presidente dell’Autorità Palestinese, Mahmoud Abbas, a riprendere i negoziati.

Secondo Israele, Washington ritiene che sarà facile arrivare a un accordo, una volta che entrambe le parti si troveranno al tavolo delle trattative, e da questa valutazione è sorta la sua preoccupazione. “Per gli americani, il conflitto israelo-palestinese è relativamente facile da risolvere” ha dichiarato un funzionario israeliano di alto livello.

Alcune fonti hanno comunicato che i negoziati guidati dagli Stati Uniti saranno basati sulla strategia del “dare e avere”. Chiunque sieda al tavolo delle trattative deve concedere qualcosa, che l’altra parte dovrà accettare. Coloro che non prenderanno parte ai colloqui dovrà pagare una penalità, mentre chi rifiuterà la bozza del batto richiederà di venire messo in una posizione più debole nel round successivo dei negoziati. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che l’accordo verrà svelato nei prossimi 4 mesi.

Tuttavia, è probabile che il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, chieda a Washington di ritardare l’annuncio del piano di pace fino a dopo le elezioni, che si terranno in Israele nel 2019, poiché qualsiasi clausola riguardante la possibilità che Gerusalemme diventi anche la capitale della Palestina potrebbe causargli problemi nella coalizione ed esporlo ad attacchi dall’opposizione.

Nonostante l’amministrazione Trump stia parlando del piano di pace da mesi, tuttavia i dettagli su tale patto sono stati scarsi. Inoltre, i palestinesi avevano promesso che non avrebbero cooperato nell’attuazione dello stesso, se sponsorizzato dagli Stati Uniti. Abbas ha dichiarato che le politiche di Trump nei confronti del suo popolo rappresentano “un assalto alla legge internazionale”.

L’Autorità Palestinese sta boicottando l’amministrazione Trump da quando, il 6 dicembre 2017, il leader della Casa Bianca aveva riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e aveva deciso di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv alla Città Santa. I palestinesi, infatti, rivendicano la parte orientale della città, che Israele sottrasse al controllo della Giordania durante la guerra dei Sei Giorni del 1967, come propria capitale. Da parte sua, il governo israeliano considera tutta Gerusalemme come proprio capoluogo, ma ciò non è riconosciuto a livello internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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