Carovana dei migranti ferma in Messico, avviati alcuni rimpatri

Pubblicato il 21 ottobre 2018 alle 12:41 in Immigrazione Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Centinaia di migranti provenienti dall’America centrale che avevano intrapreso insieme il viaggio per entrare negli Stati Uniti si sono fermati in una città del Messico meridionale, al confine con il Guatemala. Nel tentativo di gestire la situazione, le autorità hanno già avviato alcuni rimpatri.

Più di 5.100 persone sono state registrati in 3 ricoveri nella città di Ciudad Hidalgo, mentre altre 2.000 si sono accampate nella piazza centrale, secondo quanto riportato da Gerardo Hernandez, il capo del servizio di emergenza del governo. In una dichiarazione rilasciata nella notte di sabato 20 ottobre, il governo federale del Messico aveva dichiarato che circa 900 migranti erano arrivati senza autorizzazione nel Paese, mentre altri 640 erano stati processati dopo che era stato permesso loro di accedere al territorio messicano per mezzo dell’attraversamento di confine internazionale sul fiume Suchite, che divide il Guatemala dal Messico. Nella stessa giornata, i presidenti di Honduras e Guatemala avevano dichiarato che circa 2.500 migranti erano già stati rimpatriati. Il gruppo per i diritti dei migranti Pueblos Sin Fronteras ha altresì contato centinaia di persone, per la maggior parte honduregni, nei pressi di Ciudad Hidalgo.

Centinaia di persone, arrivate nei pressi del ponte dell’attraversamento di confine venerdì 19 ottobre, avevano aspettato che il numero della carovana crescesse prima di tentare di accedere al Paese, mentre sabato 20 ottobre molti avevano cercato di presentare il loro caso ai funzionari per l’immigrazione. Altri ancora avevano optato per attraversare illegalmente il fiume, a nuoto o su imbarcazioni di fortuna. Secondo Hernandez, alla carovana iniziale si sono aggiunte molte altre persone di diverse nazionalità.

Reuters ha riportato che i migranti non sono certi di quale sarà la loro prossima mossa, poiché non è ancora chiaro come reagiranno le autorità messicane davanti a tanti arrivi non autorizzati. Durante l’ultima settimana, Messico, Guatemala e Honduras hanno fortificato i loro confini, inviando rinforzi in aiuto alle autorità di sicurezza già presenti sul luogo. Le autorità messicane hanno fatto erigere una recinzione nei pressi dell’attraversamento di confine Tecun Uman, che collega il Paese al Guatemala, che da parte sua ha organizzato posti di blocco per impedire l’avanzamento dei migranti. Inoltre, il governo dell’Honduras aveva annunciato, sabato 20 ottobre, la chiusura del centro per l’immigrazione che si trova nei pressi dell’attraversamento di confine di Agua Caliente.

I migranti rappresentano una dura sfida alla promessa del governo messicano di fermare tutti coloro che attraversano il proprio territorio per recarsi al confine con gli Stati Uniti, nel tentativo di entrarvi. La carovana di persone era partita dall’Honduras a metà ottobre. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva minacciato di sospendere gli aiuti economici al governo honduregno, guatemaltese e salvadoregno se i 3 Paesi non avessero bloccato i migranti. Il leader della Casa Bianca ha altresì promesso di chiudere il confine tra Stati Uniti e Messico e di schierare l’esercito, se le autorità messicane non fermeranno la carovana.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.