Taiwan: manifestazione contro Pechino, richiesto referendum per l’indipendenza

Pubblicato il 20 ottobre 2018 alle 13:27 in Cina Taiwan

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Centinaia di cittadini a favore dell’indipendenza di Taiwan si sono riversati nelle strade di Taipei, sabato 20 ottobre, per protestare contro il “bullismo” di Pechino, chiedendo altresì un referendum con il quale l’isola potrebbe formalmente dichiarare l’indipendenza dalla Cina.

Circa 130.000 persone hanno aderito all’evento. La manifestazione è stata organizzata dal Formosa Alliance, un gruppo formatosi ad aprile 2018 e sostenuto altresì da alcuni ex presidenti dell’isola. I partecipanti alla protesta si sono riuniti nei pressi del quartier generale del Partito Progressista Democratico della presidentessa del Paese, Tsai Ing-wen. Uno dei presentatori dell’evento ha comunicato che cittadini taiwanesi provenienti da diversi Paesi sono ritornati in patria per partecipare alla manifestazione, che ha altresì attirato l’attenzione dei media internazionali.

I manifestanti che hanno preso parte alle proteste di sabato 20 ottobre hanno dichiarato che il governo dovrebbe respingere Pechino e hanno richiesto che venga organizzato un referendum in merito all’indipendenza. Tuttavia, prima di organizzare tale voto bisognerebbe modificare le leggi attuali, in quanto queste vietano a un referendum di cambiare la Costituzione o la condizione del territorio sovrano. Secondo gli analisti, la Tsai non permetterebbe le modifiche. La presidentessa di Taiwan ha dichiarato che manterrà lo status quo con Pechino, promettendo, tuttavia, di migliorare la sicurezza nazionale e di fare in modo che il suo governo non si sottometta alla repressione di Pechino. Inoltre, il Partito Progressista Democratico ha pubblicamente proibito ai suoi funzionari e candidati di partecipare alle proteste del 20 ottobre.

Le relazione tra Taipei e Pechino si sono deteriorate da quando la Tsai è entrata in carica, nel 2016, in quanto la Cina sospetta che la donna voglia ottenere l’indipendenza formale per l’isola. Pechino considera Taiwan una sua provincia da riunificare anche con la forza, se necessario, nonostante le due parti sono gestite separatamente dalla fine della guerra civile in Cina continentale, nel 1949. Taiwan si considera uno Stato sovrano, con la sua valuta e i suoi sistemi politico e giudiziario, ma non ha mai dichiarato la sua indipendenza formale. Pechino ha avvisato che risponderà con la forza se Taipei cercherà di separarsi ufficialmente dal governo continentale.

I rapporti diplomatici tra la Cina e il resto del mondo sono basati sul principio “una sola Cina” che afferma che Taiwan è parte integrante del territorio cinese e che esiste un solo governo legittimo di tutta la Cina, quello di Pechino. Il principio “una sola Cina” ha privato Taiwan della possibilità di avere rapporti diplomatici ufficiali con tutti i paesi che li hanno con Pechino e di mantenerli solo con quelli che non riconoscono la Repubblica Popolare Cinese. La Cina ha avviato una politica volta a far diminuire gli alleati di Taipei all’estero.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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