Skopje-Atene: voto macedone apre la strada a “storico accordo”

Pubblicato il 20 ottobre 2018 alle 13:38 in Grecia Macedonia

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Due terzi dei parlamentari macedoni hanno votato a favore dell’accordo con Atene per il nuovo nome del Paese, ‘Macedonia del nord’, approvando le modifiche costituzionali necessarie ad “aprire la strada” a quello che il primo ministro greco, Alexis Tsipras, ha auspicato come un possibile “storico accordo” tra i due Paesi.

Nella tarda serata di venerdì 19 ottobre, il parlamento macedone ha votato pronunciandosi a favore dell’accordo con la Grecia per cambiare denominazione in Macedonia del nord, approvando le modifiche con la maggioranza dei due terzi, ossia con 80 voti a favore, il minimo richiesto per raggiungere la soglia dei due terzi, essendoci nel parlamento macedone 120 seggi. Non ci sono stati voti contrari, poiché molti deputati erano assenti al momento del voto. In caso di voto contrario, il primo ministro macedone, il socialdemocratico Zoran Zaev, aveva minacciato di indire elezioni anticipate.

Nella successiva giornata di sabato 20 ottobre, il premier greco ha commentato positivamente la notizia del voto macedone favorevole al cambio di nome, affermando che la proposta del Parlamento di Skopje prepara il terreno per uno “storico accordo” con Atene, riducendo le distanze causate dalla disputa decennale sulla denominazione del Paese. Tsipras ha inoltre affermato che una eventuale concretizzazione del cambio di nome permetterebbe anche al piccolo Stato balcanico di divenire finalmente membro delle principali organizzazioni internazionali, in primis l’Unione Europea e la NATO.

La Grecia osteggiava tale adesione in passato, in quanto il nome “Macedonia” sottintendeva anche rivendicazioni territoriali su una provincia greca che porta lo stesso nome.  I due Paesi hanno raggiunto un accordo sul cambio di nome nel mese di luglio, ma ancora restano passaggi burocratici da attuare prima che ciò venga formalizzato. Il voto passato al Parlamento macedone venerdì 19 ottobre permette ai deputati di discutere la questione durante l’arco di tre mesi o più, in base alle leggi del Paese. Questa procedura richiede tempo e una lunga serie di votazioni, delle quali quella di venerdì è solo la prima. L’intero processo potrebbe dilungarsi fino a gennaio 2019. Una volta che la Macedonia avrà formalmente approvato il cambio di nome a livello costituzionale, sarà il turno del Parlamento greco, il quale dovrà a sua volta accettare e ratificare l’accordo bilaterale. Il ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, alla testa di un piccolo partito conservatore che contribuisce a sostenere la coalizione al governo, ha minacciato di abbandonare l’alleanza e dunque farle perdere stabilità se Atene accetterà di procedere con l’accordo.

In questo contesto, il ministro degli Esteri greco, Nikos Kotzias, aveva rassegnato le sue dimissioni il 17 ottobre, venendo definito come “la prima grande vittima politica” della Grecia nel percorso atto a porre fine ad una disputa decennale con la Macedonia. Kotzias era il responsabile delle negoziazioni del Trattato di Prespa con Skopje, e si è dimesso per via di una spaccatura all’interno del Governo in merito a tale accordo. La guida del ministero è stata assunta ad interim da Tsipras, che si è detto disposto a sacrificare uno dei suoi più stretti alleati politici per salvaguardare la sopravvivenza del governo di coalizione tra Syriza e i Greci Indipendenti, i quali hanno vedute diverse sull’accordo con la Macedonia. Socialdemocratico il primo e nazionalista e conservatore il secondo, i due partiti erano riusciti ad unire le forze nel 2015, formando una coalizione con l’obiettivo di far uscire la Grecia dalla crisi del debito e combattere la corruzione. Il traguardo è stato raggiunto dal Paese il 21 agosto, giorno che ha segnato l’uscita di Atene dal programma di salvataggio della Troika. Tuttavia, il Trattato di Prespa fatto riemergere le contraddizioni intrinseche nella coalizione di Governo.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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