Unione Europea e Singapore firmeranno accordo commerciale

Pubblicato il 19 ottobre 2018 alle 19:11 in Europa Singapore

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L’Unione Europea ha deciso di firmare un accordo commerciale con Singapore, venerdì 19 ottobre, alla fine di due giorni di meeting tra 51 leader europei ed asiatici, evento conosciuto con il nome di Asia-Europe Meeiting (ASEM). Secondo quanto riportato da Reuters, i Paesi che vi prendono parte, che sono quelli europei, Svizzera, Norvegia, e 21 asiatici, tra cui la Cina ed il Giappone, costituiscono il 65% dell’output globale.

L’obiettivo dell’accordo tra UE e Singapore, spiega l’emittente, costituisce un segnare della svolta europea verso un mercato più libero e aperto nei confronti dei Paesi asiatici. “Ci sono temi importanti sui quali dobbiamo lavorare, come il cambiamento climatico e, inoltre, dobbiamo spingere per raggiungere il libero scambio, che è messo in dubbio da alcuni”, ha affermato il cancelliere austriaco, Sebastian Kurz, riferendosi al protezionismo di Donald Trump.

Le negoziazioni per il patto commerciale con Singapore si erano concluse alla fine del 2014 ma, a causa di dissensi intorno ad altri accordi commerciali, l’accordo era stato presentato alla Corte di Giustizia europea per essere approvato formalmente. La Commissione europea spera che il patto, che deve essere appoggiato anche dal Parlamento, entrerà in vigore nel 2019. Ciò costituirebbe il primo accordo concluso dall’UE con un membro dell’ASEAN, la Association of Southeast Asian Nations, di cui fa parte Singapore.  

L’Unione Europea è ancora interessata accordo commerciale direttamente con l’ASEAN, con cui i colloqui sono stati interrotti nel 2009. Nel frattempo, i negoziatori dell’UE hanno concluso un accordo con il Vietnam e stanno colloquiando con l’Indonesia. Tuttavia, occorre considerare altre questioni che potrebbero emergere e ostacolare tali processi. Ad esempio, nel corso di ottobre, l’Unione ha riferito alla Cambogia che perderà il suo accesso speciale se non presterà maggiore attenzione al rispetto dei diritti umani, andando incontro anche al rischio di sanzioni come quelle imposte contro il Myanmar.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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