Membri del Fronte Polisario assediano sito controllato dall’Onu nel Sahara Occidentale

Pubblicato il 19 ottobre 2018 alle 17:34 in Marocco Sahara Occidentale

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Individui armati appartenenti al Fronte Polisario hanno assediato Mijek, sito controllato dalla Missione dell’Onu nel Sahara Occidentale (MINURSO), secondo quanto riportato da alcuni media locali, giovedì 18 ottobre. Tale mossa, riferisce il quotidiano marocchino Morocco World News, si è verificata dopo che migliaia di cittadini del luogo si erano riuniti per protestare nelle vicinanze di Mijek, contro gli abusi dei diritti umani e la repressione politica esercitata nei campi del Fronte Polisario a Lahmada-Tondouf.

Mijek si trova ad Est della barriera difensiva che separa il territorio del Marocco da quello del Sahara Occidentale, che fa parte dell’accordo militare 1, il quale vieta ai membri del Fronte Polisario di recarsi in tale luogo. L’accaduto rischia di far aumentare le ostilità a poco più di un mese di distanza dai colloqui di Ginevra del 5 e 6 dicembre, sponsorizzati dalle Nazioni Unite, ai quali prenderanno parte Marocco, Fronte Polisairo, Algeria e Mauritania.

Testimoni a Majek hanno riferito che gli ufficiali della MINURSO stanno negoziando con gli assalitori del Sahara Occidentale per cercare di cessare le ostilità. Quanto accaduto a Majek non è una novità. All’inizio della settimana, un gruppo di manifestanti aveva espresso preoccupazione nei confronti della risposta violenta del Fronte Polisario alle proteste dei cittadini. “Vogliamo attirare la protezione dell’Onu sulla miseria e la sofferenza che viviamo quotidianamente”, si legge nel comunicato stampa dei manifestanti, firmato dai leader delle proteste anti-Polisario, Moulay Laafo Aabid , Khatri Said Hamdi e Hammaoudi Bechari Saleh. A loro avviso, la feroce risposta dei membri del Fronte scoraggerà i cittadini a denunciate le condizioni in cui vivono.

La disputa territoriale del Sahara Occidentale risale al 1975-76, anni in cui le autorità marocchine, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, presero il controllo di due terzi di tale territorio, che si trova sulla costa nord-occidentale dell’Africa, al confine con il Marocco, la Mauritania e l’Algeria. Negli stessi anni, il Fronte Polisario dichiarò la Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria, dove fuggirono migliaia di rifugiati. Successivamente, nel 1984, dopo l’ammissione del Sahara Occidentale come membro separato della Organization for African Unity (OAU), divenuta poi l’Unione Africana (AU) nel 2001, il Marocco la abbandonò.

Ancora oggi, le autorità di Rabat sostengono che l’area del Sahara Occidentale, la quale ospita vaste riserve di fosfato, sia parte del regno. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi per l’indipendenza e vorrebbe indire un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove vivono circa mezzo milione di individui. Forti tensioni sono scoppiate nell’agosto 2016, quando il Marocco invase la zona indipendente del Sahara Occidentale, violando il cessate il fuoco imposto dalle Nazioni Unite. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome altre occupate dalle truppe marocchine.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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