Salvini in Russia: “Le sanzioni sono un’assurdità”

Pubblicato il 18 ottobre 2018 alle 9:13 in Italia Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

“Le sanzioni contro la Russia sono una follia economica, sociale e culturale”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno e vice premier, Matteo Salvini, in visita a Mosca, mercoledì 17 ottobre, su invito di Confindustria Russia. “Sono venuto qui perché penso che le sanzioni siano un’assurdità”, ha continuato il capo del Viminale.

Durante la permanenza a Mosca, Salvini ha incontrato il mondo imprenditoriale italiano che vorrebbe porre fine alle sanzioni contro la Russia per via delle perdite di quote di mercato. “Contiamo sul fatto che siano abbastanza intelligenti a Bruxelles per capire che sono andati oltre i limiti, e che è necessario tornare alle buone relazioni tra UE, Italia e Russia”, ha spiegato Salvini, aggiungendo che, se qualcuno ha fatto un errore allora deve pagare, ma farla pagare a centinaia di milioni di cittadini e di piccoli e medi imprenditori pensa è una follia. Alla fine dell’incontro, il ministro dell’Interno ha commentato di essersi sentito più a casa in Russia, rispetto ad altri Paesi europei.

Tuttavia, Salvini ha affrontato anche altri temi di interesse comune, al fine di rafforzare le relazioni ed i rapporti commerciali tra i due Paesi. La sua visita è avvenuta in un momento in cui a livello europeo, è in corso un dibattito sul rinnovo delle sanzioni alla Russia, in vigore dal 2014, in seguito all’annessione della Crimea e alla guerra in Ucraina. Come ha spiegato il presidente di Confindustria Russia, Ernesto Ferlenghi, da quando Bruxelles ha sanzionato la Russia, le esportazioni italiane sono diminuite di 1/3. “Nel 2014 le esportazioni italiane in Russia avevano raggiunto i 14,5 miliardi di euro, in questo periodo gli esportatori italiani ne stanno perdendo 7 milioni al giorno”, ha spiegato Ferlenghi.

Il 17 marzo 2014, i Paesi dell’Unione Europea, insieme a Stati Uniti e Canada, imposero sanzioni finanziarie e bandi sui visti contro 21 ufficiali russi coinvolti nella crisi di Crimea. Due giorni dopo, si aggiunse l’Australia, imponendo a sua volta sanzioni finanziarie e divieti di viaggio contro gli individui coinvolti nella minaccia russa alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina, seguita poi nel corso di aprile da Albania, Islanda, Montenegro e Ucraina e Norvegia. Successivamente, in nell’agosto 2014, il Giappone decise di “congelare i beni degli individui e dei gruppi sostenitori della separazione della Crimea dall’Ucraina” e di limitare le importazioni dalla Crimea. Infine, anche la Svizzera impose sanzioni simili a quelle dell’Unione Europea. Gli eventi del 2014 in Ucraina sono stati percepiti dalla NATO e dalla comunità internazionale come comportamenti aggressivi e provocatori da parte della Russia, contro un Paese, quale l’Ucraina, che si trova ai confini dell’area sotto la protezione dell’alleanza, ma che tuttavia non fa parte dell’alleanza atlantica.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.