Riace: revocati gli arresti domiciliari ma divieto di dimora per il sindaco

Pubblicato il 17 ottobre 2018 alle 13:23 in Immigrazione Italia

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Sono terminati gli arresti domiciliari per il sindaco di Riace, Domenico Lucano, il quale, tuttavia, ha dovuto lasciare la cittadina calabrese per via del divieto di dimora imposto da Tribunale del riesame di Reggio Calabria. La mattina del 17 ottobre, Lucano è stato visto lasciare la propria abitazione, ma non è ancora nota la sua destinazione. A suo avviso, si tratta di una decisione “peggiore dei domiciliari”.

L’arresto di Lucano, avvenuto il 2 ottobre, era stato condotto dalla Guardia di finanza con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti. L’ordinanza di custodia cautelare era stata emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che aveva disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Lucano, in un’operazione soprannominata “Xenia”. La misura cautelare era stata il risultato di una serie di indagini approfondite, coordinate e dirette dalla Procura di Locri, in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al comune di Riace, per la gestione dell’accoglienza dei rifugiati e dei migranti. Le indagini avevano fatto luce su “la particolare spregiudicatezza di Lucano nell’organizzare matrimoni di convenienza tra cittadini locali e donne straniere, per favorire la loro permanenza in Italia.

Riace, comune calabrese di 1.726 abitanti, in provincia di Reggio Calabria, sotto la guida di Lucano, dal 2004, ha accolto più di 6.000 migranti originari di 20 diversi Paesi, integrandoli nella vita e nella cultura cittadina, e inserendoli altresì nel mondo del lavoro, grazie all’adozione dell’accoglienza diffusa.

Prima di essere a conoscenza della decisione del Tribunale del riesame, Lucano aveva dichiarato che il modello di accoglienza e integrazione instaurato a Riace sarebbe andato avanti. “Riace rappresenta un’idea che va contro la civiltà delle barbarie. Anche senza contributi pubblici andiamo avanti lo stesso, da soli, perché negli anni abbiamo costruito dei supporti all’integrazione che oggi fanno la differenza”, ha dichiarato Lucano.

In seguito al suo arresto, il Ministero dell’Interno ha revocato il progetto Sprar nella cittadina calabrese, precisando tuttavia che il trasferimento dei migranti da Riace sarebbe stato volontario e non forzato.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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