I Lupi della Notte: gli “Angeli di Putin” infiltrati nella NATO

Pubblicato il 17 ottobre 2018 alle 8:26 in NATO Russia

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Dall’invasione russa della Crimea, tra il febbraio e il marzo 2014, l’Europa e la NATO sono rimaste in uno stato di allerta e, temendo nuove aggressioni da parte della Russia, hanno avviato una serie di esercitazioni militari e hanno altresì esortato i Paesi membri ad aumentare le spese per la difesa. In un articolo pubblicato su Foreign Affairs, due professori della University of Pennsylvania, Mitchell Orenstein e Peter Kreko, riferiscono che, nel corso dell’estate passata, la guerra ibrida condotta dalla Russia nei confronti dell’Occidente ha assunto una forma inaspettata.

I Lupi della Notte, in inglese Night Wolfs, una gang di biker nazionalisti russi, hanno insediato uno dei loro quartier generali nel villaggio di Dolna Kupra, vicino a Bratislava, in Slovacchia, esattamente all’interno dei confini della NATO. Tale fatto, probabilmente, sarebbe passato inosservato agli occhi dell’Europa e della comunità internazionale, se i media slovacchi non avessero riportato, nel mese di luglio, che i Lupi della Notte avevano preso possesso di un sito, nei pressi di Dolna Kupra, appartenente a Josef Hambalek, un imprenditore legato alle milizie di estrema destra del Paese dell’Europa dell’Est. I media slovacchi, inoltre, hanno notato che il luogo non era frequentato soltanto da motociclisti, ma ospitava carri armati e veicoli corazzati che Hambalek aveva preso in concessione dall’Istituto di Storia Militare della Slovacchia, con l’intento di aprire un museo. Le conseguenti ispezioni hanno rivelato che i veicoli necessitavano manutenzione, facendoli così restituire al Ministero della Difesa slovacco.

L’episodio ha attirato l’attenzione di Orenstein e Kreko, i quali lo hanno definito allarmante per un motivo ben preciso. I Lupi della Notte, chiamati frequentemente anche “Angeli di Putin” per i legami con il leader russo, costituiscono effettivamente un’arma del Cremlino. Per tale ragione, l’insediamento di un loro quartier generale in Slovacchia, che è un membro della NATO dal 29 marzo 2004, fa parte della strategia che Mosca ha attuato nel corso degli ultimi anni per penetrare silenziosamente e indirettamente l’Europa. In altre parole, la Russia utilizza gruppi paramilitari per infiltrarsi nei luoghi di maggiore interesse al fine di effettuare attività di intelligence, spionaggio, propaganda e anche avviare eventuale sommosse, senza risultare mai direttamente responsabile. Ne sono un esempio, spiegano i due professori, i mercenari del PMC Wagner Group, che hanno effettuato diverse operazioni in Siria per conto dell’esercito siriano, e anche nel Donbass, in Ucraina, dove hanno agito in aiuto ai separatisti.

Ma chi sono i Lupi della Notte? Tale gruppo nacque nel corso degli anni Ottanta in Russia, come gang indipendente di motociclisti, adottando, nel corso degli anni, una politica sempre più nazionalistica. Nonostante, ancora oggi, i suoi membri dichiarino di essere indipendenti, i legami con il Cremlino sono molteplici e profondi. Al momento della fondazione, i Lupi della Notte vennero concepiti come una divisione della Wolf Holdings, un impero commerciale i cui interessi e affari andavano dalla Russia all’Europa. In particolare, le branche di tale impero erano coinvolte in diverse attività, tra cui l’organizzazione di eventi patriottici ed educativi, la gestione di hotel ed ostelli, l’organizzazione di operazioni e addestramenti di sicurezza professionali per civili, agenti di polizia e ufficiali militari in Germania, Ungheria, Italia, Serbia e Svizzera.

Come riportato dall’esperto di guerre irregolari Matthew Lauder, la Wolf Holdings ha profondi legami con la Russia in quanto, il presidente della compagnia, Gennady Nikulov, è un ex ufficiale militare e attuale vice-presidente delle forze di autodifesa filorusse di Sebastopoli. E c’è di più. Il leader dei Lupi della Notte, Alexander Zaldostanov, appare in diverse fotografie accanto al presidente russo, Vladimir Putin. Secondo Lauder, la gang di motociclisti altro non è che una prova della tendenza del Cremlino a commissionare attività ad attori o entità non statali che generalmente, al contrario, vengono condotte dalle autorità di intelligence o della Difesa. Attività come la raccolta di informazioni, la diffusione della propaganda e la disseminazione di agitazioni o provocazioni su misura, invece di essere effettuate direttamente dai servizi russi, sono affidate a gruppi esterni, apparentemente slegati dallo Stato.

I Lupi della Notte, riferiscono Orenstein e Kreko, già all’epoca dell’occupazione della Crimea, all’inizio del 2014, sono stati parte delle forze paramilitari di invasione della Russia. Prima ancora delle manovre militari, i suoi membri raccolsero informazioni e materiale di intelligence in Crimea, distribuendo altresì propaganda filorussa. Una volta avviate le operazioni, i Lupi della Notte divennero una delle due forze paramilitari incaricate di condurre operazioni per contro dei soldati russi. Condussero raid presso una base navale ucraina, si assicurarono il controllo di alcuni impianti di gas e effettuarono persino rapimenti commissionati dall’esercito di Mosca.

In Europa, invece, i Lupi della Notte sono noti meramente per le loro attività patriottiche, in quanto, ogni primavera, compiono un tour in moto da Mosca fino a Berlino, per commemorare la vittoria russa nella seconda guerra mondiale. Gli anni passati, la Polonia ha ripetutamente impedito il loro passaggio nel proprio territorio nazionale, così che i Lupi della Notte hanno deviato attraversando Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria.

Alla luce di tutto ciò, gli autori dell’articolo sostengono che la presenza di un quartier generale dei Lupi della Notte in Slovacchia dimostra che un Paese membro dell’alleanza atlantica può avere difficoltà ad evitare che una forza paramilitare russa riesca ad instaurarsi nel proprio territorio. Il Ministero degli Esteri slovacco ha reso noto di essere alla ricerca di un modo per impedire che i Lupi della Note continuino ad operare indisturbati, anche se, al momento, nessuna azione è stata attuata nei loro confronti. Nonostante il governo di Bratislava abbia dichiarato di voler smantellare la loro base a Dolna Kupra, tale mossa andrebbe incontro ad ostacoli legali. La Russia, spiegano Orenstein e Kreko, sfrutta il fatto che, nelle democrazie occidentali, le organizzazioni non governative possono possedere appezzamenti di terra e condurre persino addestramenti militari. A meno che l’organizzazione in questione non commetta crimini, un governo incontrerebbe molte difficoltà nel tentativo di farla chiudere.

Nelle conclusioni, i due professori affermano che la presenza dei Lupi della Notte, e di altri gruppi paramilitari russi instaurati in Europa, serve polarizzare e a paralizzare il sistema politico della NATO. Per fronteggiar tale fenomeno, nel breve periodo, Orenstein e Kreko suggeriscono che gli Stati Uniti e gli altri membri dell’alleanza atlantica facciano tutto ciò che è in loro potere per fermare le attività dei Lupi della Notte in Europa. Tuttavia, è necessaria una strategia di lungo periodo per contrastare questa tendenza russa a finanziare e organizzare gruppi paramilitari o estremisti all’estero. Una mossa, ad esempio, potrebbe essere quella di sanzionare, da parte dell’Unione Europea, la Wolf Holdings, insieme ad altre organizzazioni sparse in Europa, negando il rilascio dei visti ai membri della gang. Infine, suggeriscono gli autori, Washington dovrebbe esercitare pressione sulla Slovacchia e sugli altri Paesi europei affinché adottino una legislazione simile a quella statunitense US’ Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act, che permette a Washington di sanzionare entità affiliate al governo russo. Anche se i governi democratici non possono impedire ad associazioni straniere di compiere attività, possono comunque trovare modi per evitare che governi ostili possano organizzare un’opposizione all’interno della NATO stessa.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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