Russia: proteste in Inguscezia

Pubblicato il 16 ottobre 2018 alle 15:38 in Cecenia Russia

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Uno scambio di territori con la Cecenia, o per meglio dire una cessione di territorio dell’Inguscezia alla Cecenia con la benedizione del Cremlino, sta causando ormai da giorni proteste nella repubblica del Caucaso settentrionale, una delle 22 che compongono la Federazione russa. 

L’accordo risale al 26 settembre ed è stato siglato dal presidente ceceno Ramzan Kadyrov, dal presidente dell’Inguscezia Yunus-bek Yevkurov con la mediazione del responsabile del governo russo per il Caucaso settentrionale Aleksandr Matovnikov. Con lo scambio di territorio, Groznyj acquista 270 chilometri quadrati, cedendone appena 60 a Magas. Dove la gente è scesa in piazza.

Il parlamento di Magas dopo aver approvato lo scambio di territori, su pressione delle manifestazioni ha iniziato a studiare la possibilità di annullare il voto, onde tornare sui propri passi e dichiarare legittimo l’accordo con Kadyrov. L’opposizione accusa Yevkurov di tradimento e la Corte costituzionale inguscia ha definito illegittimo il voto parlamentare sullo scambio di territori, affermando che l’accordo deve essere ratificato per via referendaria. 

Il 4 ottobre scorso la situazione è divenuta critica. Dei 17 deputati ingusci su 25 che hanno votato a favore dell’accordo, infatti, alcuni si sono uniti ai manifestanti dichiarando che i risultati erano stati falsati. Yevkurov, che ha tentato di tenere un discorso per calmare gli animi, è stato contestato aspramente e le forze di sicurezza hanno disperso i manifestanti.

Da quel momento, un sit-in permanente accoglie circa un migliaio di persone nel centro della capitale Magas, con il sostegno di gran parte della popolazione. Non solo ai manifestanti si uniscono durante il giorno anziani e donne, e alla sera numerosi studenti, ma anche i ristoratori del centro offrono loro acqua e cibo. Anche Ruslan Aushev, Eroe dell’Unione Sovietica e primo presidente dell’Inguscezia (1993-2002), ha criticato il successore Yevkurov per non aver fatto “ricorso al popolo”.

È la prima volta che la complessa architettura istituzionale della Federazione russa diventa ostacolo a un progetto approvato dal Cremlino. Se la Federazione è composta di 85 soggetti federali, di cui 22 repubbliche, 46 regioni, 9 territori, 3 città autonome, 4 circondari autonomi e una regione autonoma con diverse competenze, diverse istituzioni e diversi gradi di autonomia, nei fatti è uno dei paesi più centralizzati al mondo, dove ogni decisione passa dal Cremlino.

Commentando il conflitto tra le autorità e l’opposizione a Magas, un portavoce del presidente russo, Dmitrij Peskov, ha affermato che il Cremlino segue da vicino gli sviluppi e ritiene che lo scontro sulla questione dei confini debba rimanere nel campo costituzionale.

La Cecenia e l’Inguscezia, abitate da popolazioni della stessa etnia, i Vainakh, hanno fatto parte dal 1935 al 1993 di un’unica entità, la Repubblica Sovietica Autonoma Ceceno-Inguscia. Dalla separazione Groznyj ha mantenuto rivendicazioni territoriali nei confronti della repubblica sorella, mentre Magas era impegnata nell’accoglienza delle popolazioni ingusce espulse dalla periferia di Vladikavkaz, capitale della vicina Ossezia del Nord.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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