Viminale: nessun trasferimento obbligatorio per i migranti di Riace

Pubblicato il 15 ottobre 2018 alle 11:33 in Immigrazione Italia

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In seguito all’arresto del sindaco di Riace, Domanico Lucano, avvenuto il 2 ottobre, il Ministero dell’Interno ha reso noto che non ci sarà alcun trasferimento obbligatorio per i migranti, i quali “si muoveranno solo su base volontaria”. È quanto rende noto il Viminale, dopo aver annunciato la revoca del progetto Sprar nella cittadina calabrese, nota per il modello dell’accoglienza diffusa adottato da Lucano.

“Rifarei tutto quello che ho fatto”, ha affermato il sindaco di Riace, attualmente sospeso, respingendo altresì le indiscrezioni riguardo alle condizioni igieniche dei centri di accoglienza e alle falle nella rendicontazione. “Non è vero niente, si tratta di atteggiamenti denigratori dal momento che Riace è stato visto da tutti come un qualcosa di straordinario”, ha precisato Lucano.

L’arresto del sindaco è stato condotto dalla Guardia di finanza con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina ed illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal GIP del Tribunale di Locri, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di Lucano, in un’operazione soprannominata “Xenia”.La misura cautelare è stata il risultato di una serie di indagini approfondite, coordinate e dirette dalla Procura di Locri, in merito alla gestione dei finanziamenti erogati dal Ministero dell’interno e dalla Prefettura di Reggio Calabria al comune di Riace, per la gestione dell’accoglienza dei rifugiati e dei migranti. Le indagini hanno fatto luce su “la particolare spregiudicatezza di Lucano nell’organizzare matrimoni di convenienza tra cittadini locali e donne straniere, per favorire la loro permanenza in Italia.

Riace, comune calabrese di 1.726 abitanti, in provincia di Reggio Calabria, sotto la guida di Lucano, dal 2004, ha accolto più di 6.000 migranti originari di 20 diversi Paesi, integrandoli nella vita e nella cultura cittadina, e inserendoli altresì nel mondo del lavoro, grazie all’adozione dell’accoglienza diffusa.

Al momento non c’è tensione tra i migranti che vivono nella cittadina calabrese, anche se tutti sono molto preoccupati, secondo quanto riportato da Ansa.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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