Turchia: oltre 7.000 migranti irregolari fermati in una settimana

Pubblicato il 15 ottobre 2018 alle 18:34 in Immigrazione Turchia

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Nel corso dell’ultima settimana, le autorità turche hanno fermato oltre 7.000 migranti che stavano cercando di oltrepassare la frontiera con l’Unione Europea, o di entrare nel territorio nazionale senza documenti. 557 stranieri, in particolare, sono stati intercettati in mare. A riferirlo è il Ministero dell’Interno della Turchia, il quale rende altresì noto che, nello stesso periodo, sono stati arrestati 339 sospettati trafficanti di esseri umani.

Tali dati sono stati resi noti lunedì 15 ottobre, ad un giorno di distanza da un incidente che ha coinvolto un camion che trasportava migranti attraverso la provincia di Izmir, nella Turchia occidentale. Complessivamente, 19 stranieri sono rimasti uccisi nell’incidente, che ha visto il camion sbandare e sfondare il guardrail e poi precipitare al suolo. L’episodio mortale precedente si era verificato l’11 ottobre, quando un’imbarcazione è naufragata al largo della costa occidentale della Turchia, causando la morte di 8 migrati.

La rotta migratoria dalla Turchia all’Europa ha registrato una forte crescita dall’inizio del 2018. A fine luglio, Ansamed aveva riferito che, da gennaio a luglio 2018, la Guardia Costiera turca aveva fermato 14.470 persone che tentavano di raggiungere le rive europee, senza documenti regolari. Si è trattato di un aumento del 60% rispetto ai 9.152 migranti che nello stesso periodo del 2017 hanno cercato di andare in Europa. La maggior parte degli stranieri, pari a 13.336, è stata sorpresa nel mar Egeo, in procinto di sbarcare sulle isole greche, mentre i restanti sono stati individuati nel mar Nero e nel Mediterraneo. Il mese che ha registrato il numero più alto di tentativi in quel periodo è stato maggio, con più di 3.000 fermati.

La chiusura della rotta balcanica, avvenuta con la firma di un accordo tra l’Unione Europea e la Turchia, il 18 marzo 2016, avrebbe dovuto arrestare il traffico di esseri umani e l’immigrazione illegale. Tale accordo, tuttavia, non ha prodotto gli effetti sperati in quanto, già il 14 febbraio 2017, Amnesty International aveva pubblicato un reclamo, in cui denunciava la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, si trovavano ancora in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. A tale proposito, Gauri Gulik, vice-direttore di Amnesty International per l’Europa, definì l’accordo sull’immigrazione, firmato con Ankara, “un disastro”. I migranti che sono arrivati sulle isole greche in seguito all’accordo con la Turchia possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti.

Secondo le stime dell’Onu, la Turchia starebbe ospitando più di 3,5 milioni di rifugiati siriani

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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