Nicaragua: domenica di violenze e repressione

Pubblicato il 15 ottobre 2018 alle 9:32 in America Latina America centrale e Caraibi

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Almeno 30 persone sono state arrestate domenica 14 ottobre a Managua. Centinaia di manifestanti si erano riuniti e per partecipare a una manifestazione contro il governo sandinista di Daniel Ortega. La marcia doveva essere una dimostrazione di forza della neonata Unità Nazionale blu e bianco, il blocco che riunisce oltre quaranta organizzazioni di opposizione al governo di Ortega. 

La manifestazione era stata convocata per domenica mattina nella piazza Camino de Oriente, dove, il 18 aprile scorso, sono iniziate le proteste contro il governo. Ortega ha mobilitato centinaia di agenti anti-sommossa in tutta la capitale, che sin dalle prime ore di domenica mattina sembrava una città assediata. Il governo, dopo quasi sei mesi di proteste, ha infatti dichiarato “illegale” qualsiasi forma di protesta. 

Le forze di sicurezza hanno pattugliato le principali aree della capitale del Nicaragua,in quella che organizzazioni di difensori dei diritti umani hanno descritto come “una caccia a coloro che volevano partecipare alla manifestazione”. 

I manifestanti hanno urlato slogan contro il regime quando decine di poliziotti in tenuta antisommossa hanno interrotto violentemente la manifestazione e ha arrestato gli oppositori, tra cui Suyén Barahona, presidente del Movimento Rinnovatore Sandinista, l’organizzazione politica creata nel 1995 dall’ex vicepresidente di Ortega Sergio Ramírez, che riunisce intellettuali e dissidenti del Fronte Sandinista. Tra i detenuti  si contano anche reporter dei giornali La Prensa e El Nuevo Diario che hanno coperto la manifestazione e sono stati poi rilasciati. Oswaldo Rivas, corrispondente grafico dell’agenzia di stampa Reuters, è rimasto ferito.

Sabato 13 ottobre, la polizia ha pubblicato un comunicato stampa, inviato alla stampa estera e ai diplomatici accreditati a Managua dalla vicepresidente e first lady Rosario Murillo, in cui ha riferito che non sono consentite manifestazioni o proteste in pubblico luoghi che non contano “con la dovuta autorizzazione” e ha avvertito che sarebbero state prese “tutte le misure necessarie” per mantenere “la sicurezza , l’ordine pubblico, i diritti dei cittadini di circolare nelle loro normali attività”. Sia la stampa straniera che i diplomatici di stanza in Nicaragua hanno dichiarato che il comunicato della vicepresidente è “ormai diventato un protocollo abituale” prima di ogni manifestazione.

Nei quasi sei mesi di proteste, sono morte, secondo la Commissione Interamericana dei Diritti Umani, 326 persone. Le proteste sono iniziate il 18 aprile scorso contro la riforma delle pensioni e hanno convogliato nelle settimane successive tutto il malcontento, in particolare dei giovani, nei confronti del governo sandinista di Daniel Ortega, al potere dal 2006.

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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