L’ISIS esplora nuove tattiche militari in Iraq

Pubblicato il 15 ottobre 2018 alle 14:34 in Iraq Medio Oriente

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Mentre il primo anniversario della vittoria delle forze irachene contro l’ISIS si avvicina, i resti dell’organizzazione terroristica stanno cercando di sfruttare alcune lacune di sicurezza in diverse porzioni del territorio iracheno, non lontane dalla capitale Baghdad, secondo quanto riporta al Arabiya English, il 15 ottobre. Hashem al-Hashemi, un esperto iracheno di gruppi armati, ha altresì dichiarato che l’ISIS ha adottato nuove tattiche militari, sin dalla sua sconfitta nel 2017.

“Dopo che i comandanti ISIS hanno deciso di inviare i loro combattenti verso il deserto e le montagne, in aree sparse per l’Iraq e la Siria, l’organizzazione ha fatto ricorso alla cosiddetta guerra ibrida di bande, adottando anche le tattiche del combattente fantasma” ha affermato Hashemi, aggiungendo che l’obiettivo dell’organizzazione è seminare il caos in aree con diversità confessionali o etniche, identificando perciò zone fragili in termini di sicurezza. Secondo l’esperto, la nuova tattica dell’ISIS include anche l’impiego di combattenti in aree popolate principalmente da minoranze.

Commentando l’attività economica del gruppo, Hashemi ha poi dichiarato che l’organizzazione ha iniziato a fare affidamento sull’autofinanziamento tramite furti, rapimenti e ricatti, deducendo da tale dato che l’ISIS ha perso la sua capacità di ricevere finanziamenti esteri e di guadagnare dagli investimenti che aveva fatto vendendo petrolio in Iraq e in Siria. Secondo al Arabiya English, l’ISIS ha contrabbandato circa 400 milioni di dollari all’estero dall’Iraq e dalla Siria, cercando di aumentare le sue risorse tramite operazioni di riciclaggio di denaro.

Hashemi ha poi puntualizzato che l’ISIS, la quale controllava il 48% del territorio siriano e il 32% del territorio iracheno, ora controlla solo il 2% della Siria e la sua capacità organizzativa è diminuita da 32 a 6. Secondo l’esperto iracheno, l’autoproclamato califfo dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, ha eliminato più di 9 diwan, o apparati amministrativi, conservandone solo 3: Diwan al-Jund, il quale gestisce gli affari militari, un diwan per la sicurezza e l’intelligence e un diwan finanziario e amministrativo.

Hashemi ha aggiunto che i comitati legittimi dello Stato Islamico non sono più vincolanti e fungono solo da organo consultivo. I dipartimenti amministrativi e finanziari sono ora decentralizzati e gli obiettivi dell’organizzazione sono selezionati dal comandante della sicurezza e non dal comandante militare.

Nel frattempo, una fonte di sicurezza a Diyala ha affermato che il numero dei combattenti dell’ISIS rimasti a Diyala non arriva a più di 70 uomini armati, aggiungendo che la maggior parte di loro sono stanziati nel Bacino di Hamrin a 55 chilometri a nord-est di Baqubah. Infine, è stato precisato che l’attività di ISIS è diminuita del 70% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’ISIS aveva dichiarato un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e 1/3 del territorio iracheno. Le città chiave di Mosul, Ramadi e Falluja erano state occupate dalle forze jihadiste. Tuttavia, dopo quasi 2 anni di occupazione, i contingenti iracheni e internazionali hanno spinto il gruppo fuori dal Paese dopo una sanguinosa offensiva durata mesi. Da allora, i jihadisti hanno perso terreno per far fronte alle forze irachene, siriane e alle forze della coalizione internazionale a guida americana. La presenza del gruppo terroristico è attualmente limitata. L’Iraq ha dichiarato ufficialmente la vittoria militare sull’ISIS il 9 dicembre 2017. Tuttavia, il gruppo continua a condurre attentati, sempre meno sporadici, e a gestire cellule dormienti nel Paese, in particolare nel nord, attorno alla città di Mosul.

Il rapido collasso dell’esercito iracheno, che ha ricevuto centinaia di milioni di dollari di sostegno, addestramento e equipaggiamento dagli Stati Uniti dopo l’invasione del 2003, ha scatenato diverse richieste di riforma del controllo militare a Baghdad. Una delle principali debolezze dell’esercito, riscontrate in corrispondenza delle prime offensive dell’ISIS, è il sistema delle liste dei soldati in servizio. Esse risultano essere “gonfiate”, includendo cioè molteplici combattenti “fantasma”, uomini elencati in servizio attivo ma che effettivamente non esistono o uomini che corrompono ufficiali superiori per tornare a casa, continuando a ricevere la paga e benefici derivanti dal servizio.

Da quando tali informazioni sono venute alla luce, il governo ha promesso di combattere la corruzione militare e di ricostruire il comando dell’esercito per prevenire futuri incidenti del genere.

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Alice Bellante

di Redazione

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