Turchia: camion di migranti si schianta, 19 morti

Pubblicato il 14 ottobre 2018 alle 12:01 in Immigrazione Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

19 persone, tra cui bambini, sono morte, domenica 14 ottobre, nella collisione di un camion che trasportava migranti attraverso la provincia di Izmir, nella Turchia occidentale.

Le varie componenti del veicolo, distrutte, sono finite in un canale, circa 20 metri più in basso dell’autostrada dove il camion viaggiava, dopo che questo ha sfondato il guardrail precipitando e schiantandosi al suolo. La notizia, corredata di video e foto, è stata diffusa dall’agenzia statale turca Anadolu. Secondo quanto riportato da un’altra agenzia stampa turca, la Demiroren (DHA), il conducente dell’automezzo avrebbe perso il controllo, causando la collisione, intorno alle 8 di mattina (ora locale) nel distretto di  Gaziemir, poco distante dall’aeroporto situato a sud della città di Izmir (conosciuta in Italia come Smirne), nella Turchia occidentale. In base alla stessa fonte, i passeggeri a bordo sarebbero stati tutti migranti stranieri che avevano stipulato un accordo con alcuni scafisti per essere trasportati in barca, via mare, fino all’isola greca Samos, a largo della costa meridionale di Izmir. La nazionalità dei migranti non è ancora stata accertata.

Un corrispondente della CNN turca presente sulla scena ha reso noto che i soccorritori sono pienamente impegnati nel recupero dei corpi e dei superstiti intrappolati sotto alle macerie del camion. Secondo la DHA, 5 persone, tra cui l’autista, sono rimaste gravemente ferite, mentre l’agenzia di stampa Anadolu ha reso noto che i feriti, che sono stati trasportati dalle ambulanze nella struttura ospedaliera più vicina, ammonterebbero a 11.

La Turchia, dal 2015, è diventata uno dei principali snodi delle tratte migratorie per oltre un milione di migranti che prendono il largo alla volta del continente europeo. La maggior parte di loro provengono dal Medio Oriente e dall’Africa e sfuggono a guerre, carestie e povertà. L’afflusso di migranti ha subito, tuttavia, una netta diminuzione in seguito all’accordo sulla migrazione stipulato il 18 marzo 2016 tra Ankara e l’Unione Europea, dopo che centinaia di profughi erano morti nel tentativo di attraversare il mare dalle coste turche per raggiungere le isole greche più vicine. Nonostante la firma dell’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia e la conseguente chiusura della rotta balcanica, il traffico di esseri umani e l’immigrazione illegale non sono cessati, in quanto, già il 14 febbraio 2017, Amnesty International aveva pubblicato un reclamo, in cui denunciava la situazione di migliaia di rifugiati, i quali, destinati a essere rimandati in Turchia, si trovavano ancora in un limbo nelle isole greche, in condizioni di grave disagio. I migranti che sono arrivati sulle isole greche in seguito all’accordo con la Turchia possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti. Secondo le stime ufficiali dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), dal primo gennaio al 7 ottobre 2018, sono giunti in Grecia via mare 24.164 migranti, facendo guadagnare al paese europeo il secondo posto per numero di sbarchi dopo la Spagna, con 39.445 arrivi e seguita dall’Italia con 21.313 sbarchi.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.