Missione di pace nel Sahara Occidentale: USA vogliono estensione di soli 6 mesi

Pubblicato il 14 ottobre 2018 alle 14:54 in Sahara Occidentale USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Entro il 31 ottobre, il Consiglio di Sicurezza dell’ONU dovrà decidere il futuro del MINURSO, la missione di pace delle Nazioni Unite nel Sahara occidentale. Gli Stati Uniti vorrebbero che la missione venga estesa solamente per altri 6 mesi.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha richiesto al Consiglio di Sicurezza di estendere il mandato della missione per un altro anno, mozione sostenuta dalla Francia. Tuttavia, gli Stati Uniti sono stati fermi nella loro richiesta di rinnovare la MINURSO solamente per altri 6 mesi. In questo modo, ha spiegato Washington, si farebbero pressioni sulle varie parti, costringendole a riprendere le trattative di pace. Già a dicembre è previsto un round di negoziati, a Ginevra.

All’inizio di ottobre, infatti, l’inviato personale del segretariato generale delle Nazioni Unite, Horst Kohler, aveva invitato Marocco, Mauritania, i rappresentanti del Fronte Polisario e Algeria a sedersi al tavolo delle trattative in Svizzera, a dicembre. I funzionari marocchini e del Fronte hanno confermato la loro partecipazione, mentre quelli algerini e mauritani non hanno ancora risposto all’invito. Kohler ha dato alle varie parti fino al 20 ottobre per comunicare o meno la loro presenza. Guterres ha chiesto ai Paesi di rispondere affermativamente all’invito di Kohler, senza stabilire precondizioni.

Il ministro degli Affari Esteri del Marocco, Nasser Bourita, durante un incontro a porte chiuse al Parlamento, la seconda settimana di ottobre, ha dichiarato che la delegazione marocchina non ha intenzione di trattare la sua posizione. Bourita ha spiegato che il suo Paese parteciperà alla tavola rotonda organizzata dall’ONU a Ginevra per riconfermare le sue condizioni, che enfatizzano il fatto che il piano d’autonomia del Marocco è la giusta soluzione per porre fine al conflitto. Il ministro ha altresì sottolineato che è necessario che l’Algeria contribuisca al processo politico guidato dalle Nazioni Unite, così da trovare il modo per terminare la guerra. Non è la prima volta che i funzionari marocchini richiedono che il governo algerino contribuisca alla situazione non solo come osservatore, ma come parte principale.

La disputa nel Sahara occidentale cominciò nel 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, situata sulla costa nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). A oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale.

Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte, infatti, controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, lì soffrono per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.