Hong Kong: linea dura contro le minacce alla sicurezza nazionale e gli indipendentisti

Pubblicato il 14 ottobre 2018 alle 6:02 in Cina Hong Kong

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In seguito all’avvicinamento del governo di Hong Kong a quello di Pechino, alcuni funzionari stanno adottando una linea dura sulle percepite minacce alla sicurezza nazionale, schierando altresì un’unità di polizia d’élite per la sorveglianza e il monitoraggio politico.

A settembre 2018, la regione amministrativa speciale aveva bandito l’Hong Kong National Party, che sostiene la separazione del territorio dalla Cina continentale, vietando altresì ad alcuni attivisti di concorrere alle elezioni locali. Il partito era stato definito una minaccia imminente alla sicurezza nazionale e il governo aveva invocato alcune clausole poco note di una legge che regola i gruppi privati e le società. 

Inoltre, il 24 settembre, il Dipartimento relativo all’istruzione aveva inviato a tutte le scuole secondarie di Hong Kong una lettera con la quale veniva proibita “la penetrazione” dell’Hong Kong National Party, a rischio di venire perseguiti penalmente. “Se gli studenti dovessero avere pensieri errati o estremisti, i presidi e gli insegnanti dovranno correggerli con i fatti” spiegava la lettera. Secondo Reuters, entrambe le misure sono contrarie alla Costituzione di Hong Kong, nota come Basic Law, che sottolinea la libertà di parola e di assemblea.

A ottobre, invece, il governo della regione si è rifiutato di rinnovare il visto lavorativo a Victor Mallet, l’editore delle news asiatiche del quotidiano Financial Times, dopo che l’uomo aveva ospitato, ad agosto, Andy Chan, capo del National Party.

Il governo di Hong Kong ha altresì schierato ua nuova forza di polizia d’élite, la Security Wing, che ufficialmente gestisce operazioni relative alla protezione VIP e alle indagini per contrastare il terrorismo. Tuttavia, alcune fonti hanno comunicato che la forza d’élite ha altresì sorvegliato e monitorato una serie di operazioni contro il National Party e una dozzina di altri gruppi. I funzionari di questa forza di polizia sono stati coinvolti nella produzione di un dossier di 700 pagine che il governo ha utilizzato per bandire il National Party, monitorandone dichiarazioni, apparizioni pubbliche e attività. La Security Wing conta uno staff di più di 700 membri, alcuni dei quali hanno una stretta relazione con la loro controparte della Cina continentale e con diplomatici esteri di base a Hong Kong.

La governatrice della regione, Carrie Lam, mercoledì 10 ottobre aveva dichiarato che il suo governo si muoverà “senza paura” secondo quanto stabilito dalla legge contro tutti quegli atti che esortano all’indipendenza di Hong Kong o che ne minacciano la sicurezza, la sovranità o lo sviluppo nazionale. Un portavoce del Ministero degli Esteri della regione aveva dichiarato, giovedì 11 ottobre, che sostenere l’indipendenza viola gravemente la Costituzione cinese, la Basic Law e altre leggi della regione, oltre a sfidare il principio di “un Paese, due sistemi” e danneggiare la prosperità e la stabilità a lungo termine di Hong Kong. Il portavoce ha aggiunto che a nessun individuo od organizzazione sarà permesso di sostenere l’indipendenza o di avviare attività separatiste usando il pretesto di democrazia, diritti umani, libertà di parola o di stampa. Il funzionario ha infine sottolineato che, sin dal ritorno di Hong Kong alla Cina, il governo centrale ha agito in stretto accordo con la Costituzione cinese e la Basic Law di Hong Kong.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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