Il Patriarca di Costantinopoli ha riconosciuto l’indipendenza della Chiesa ucraina

Pubblicato il 12 ottobre 2018 alle 18:30 in Russia Ucraina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha appoggiato la richiesta dell’Ucraina di stabilire una chiesa autocefala, giovedì 11 ottobre. Kiev ha definito questo evento un passo fondamentale contro l’ingerenza di Mosca nei suoi affari. La Chiesa Ortodossa russa si è opposta a quella che ha definito la più grande divisione del cristianesimo dell’ultimo millennio, paragonandola allo Scisma d’Oriente.

La decisione è arrivata al termine di un sinodo durato tre giorni e presieduto dal Patriarca Bartolomeo I, capo spirituale della Chiesa Ortodossa. Durante il sinodo sono state prese diverse decisioni per aprire all’Ucraina la strada verso l’istituzione di una chiesa autocefala. Tra queste, vi è la riabilitazione del Patriarca ucraino Filarete, che era stato scomunicato dalla Chiesa Ortodossa russa nel 1997, In quel periodo, Filarete era la guida del Patriarcato di Kiev, formatosi dopo il collasso dell’Unione Sovietica del 1991, ed era un sostenitore di una Chiesa ucraina indipendente e di un’integrazione più stretta con l’Occidente. Filarete, apertamente critico nei confronti dell’attuale leadership russa, spera di guidare la Chiesa indipendente ucraina. Un’altra decisione presa a favore di Kiev è l’abolizione della lettera sinodale del 1686 che dava al Patriarca di Mosca la facoltà di ordinare il Capo della Chiesa di Kiev, come riporta il Financial Times

Kiev ha accusato la Chiesa Ortodossa russa di esercitare la propria influenza sul territorio ucraino, lasciandosi utilizzare dal Cremlino per giustificare l’espansionismo russo e il sostegno dei separatisti nell’Ucraina Orientale, come riferisce Reuters. Il Presidente Petro Poroshenko ha commentato gli eventi affermando che “le decisioni del Patriarca ecumenico e del Sinodo hanno finalmente dissipato le illusioni imperiali e le fantasie scioviniste di Mosca”, ricordando che si tratta di una questione di indipendenza, sicurezza nazionale e geopolitica mondiale.

 La Chiesa Ortodossa russa ha avvertito che tali sviluppi potrebbero portare a una rottura irreversibile nella comunità ortodossa globale, secondo quanto riportato da Reuters. Anche il Cremlino ha espresso il suo disappunto, dicendo di opporsi a qualsiasi evento che porti a una divisione nella fede Ortodossa. Il Patriarcato di Mosca nega che la sua Chiesa sia una minaccia alla sicurezza dell’Ucraina o uno strumento del Cremlino, sostenendo, al contrario, di aver fatto molto per promuovere la pace nell’Ucraina Orientale.

Il Patriarca Kirill, guida spirituale della Chiesa Ortodossa russa, ha minacciato, il mese scorso, che la sua chiesa avrebbe rotto i legami con il Patriarcato di Costantinopoli nel caso in cui fosse stata riconosciuta una Chiesa ucraina indipendente. Dal momento che in Russia risiedono un terzo dei 300 milioni di fedeli ortodossi, una tale rottura, spiega il Financial Times, “potrebbe avere la portata dello Scisma d’Oriente”. Alla provocazione di Mosca, il Patriarca Bartolomeo I ha risposto: “Non abbiamo paura delle minacce”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.