Conte in visita ufficiale in Etiopia per rafforzare i rapporti

Pubblicato il 12 ottobre 2018 alle 9:40 in Etiopia Italia

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Il premier italiano, Giuseppe Conte, si trova in visita ufficiale ad Addis Abeba, in Etiopia, dove è atterrato giovedì 11 ottobre, venendo accolto da primo ministro etiope, Abiy Ahmed.

Obiettivo dell’incontro, oltre al rafforzamento delle relazioni tra Italia ed Etiopia, è esprimere il supporto di Roma all’accordo di pace concluso tra Etiopia ed Eritrea il 9 luglio scorso, che ha posto fine al conflitto tra i due Paesi, in corso dal maggio 1998, auspicando anche un nuovo periodo di distensione nell’intera regione del Corno d’Africa. Si tratta della prima visita di un leader occidentale nel Paese africano da quando Addis Abeba e Asmara hanno rilanciato i rapporti. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si era recato in Etiopia nel maggio 2016.

Secondo quanto riferito dalla nota ufficiale della presidenza del Consiglio dei ministri, al suo arrivo presso l’aeroporto internazionale di Bole, Conte si è recato presso al National Palace, dove ha intrattenuto colloqui con Ahmed. Il premier italiano ha lodato l’Etiopia, definendola un “pilastro della stabilità” nel Corno d’Africa. Tra le questioni di comune interesse che hanno affrontato, Conte e Ahmed hanno discusso dell’immigrazione, tema sensibile per entrambi i Paesi, e delle opportunità di investimento in Etiopia.

In materia di immigrazione, le autorità etiopi sono molto attive nella gestione dei flussi migratori, collaborando a stretto contatto con altri Stati e organizzazioni, come l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM). Le dinamiche migratorie nell’area del Corno d’Africa hanno implicazioni socio-economiche significative per l’Etiopia, in quanto il Paese africano sperimenta un’importante immigrazione transfrontaliera dagli Stati circostanti, quali Somalia, Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Kenya. Tuttavia, molti etiopi scelgono di migrare in cerca di occupazione e buone opportunità economiche nei Paesi vicini e in Medio Oriente. Occorre ricordare che il 12 gennaio 2017, è stato inaugurato il primo corridoio umanitario tra Roma e Addis Abeba, per favorire l’arrivo degli stranieri bisognosi di protezione internazionale in territorio italiano in modo legale e in condizioni di sicurezza. La mattina del 30 novembre 2017 sono arrivati a Fiumicino i primi 500 profughi partiti dall’Etiopia, mentre il 27 febbraio 2018 altri 113 migranti di origini eritree somale e sud sudanesi sono atterrati in Italia.

Dal punto di vista economico, l’Etiopia è uno degli attori principali del Corno d’Africa. È previsto che diventi il primo esportatore di energia dell’area e anche lo Stato più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente. Secondo un report della World Bank, pubblicato a gennaio, nel 2018 l’economia dell’Etiopia manterrà il tasso di crescita più elevato della regione dell’Africa orientale, pari a 8,2%, anche se è previsto che esso diminuisca non appena verranno messe in atto misure per stabilizzare il debito governativo. 

Nel corso dell’incontro, Conte ha esortato e incoraggiato il premier etiope a continuare le riforme politiche ed economiche annunciate da quando Ahmed è salito alla guida del governo di Addis Abeba, il 2 aprile scorso. Da allora, il primo ministro ha decretato la scarcerazione di 575 detenuti, molti dei quali erano oppositori politici che le autorità avevano etichettato come terroristi, ha sostituito i capi dei servizi segreti e dei capi della sicurezza del Paese e ha nominato un nuovo governatore della Banca centrale. Il 5 giugno, Ahmed ha altresì revocato lo stato di emergenza, imposto in seguito alle dimissioni dell’ex premier Hailemariam Desalegn, il 16 febbraio, per la durata di 6 mesi. Inoltre, il nuovo primo ministro ha intrattenuto colloqui di pace con diversi gruppi di ribelli, alcuni dei quali considerati terroristi, tra cui l’Oromo Liberation front (OLF), il Patriotic Ginbot (PG7), l’Ogaden National Liberation Front (ONLF) e il Tigray People’s Democratic Movement (TPDM). Uno dei risultati più significativi ottenuti finora da Ahmed è stata la pace con l’Eritrea. Il 9 luglio, è stata firmata una dichiarazione congiunta di pace e amicizia, mentre il 16 settembre, Ahmed e il presidente eritreo, Isaias Afwerki, hanno concluso un accordo di pace in Arabia Saudita, a Gedda, in presenza del sovrano saudita, re Salman, del principe ereditario, Mohammed bin Salman, e del segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Alla luce di tutto ciò, Conte ha dichiarato di capire perché gli etiopi parlano di una vera e propria “Abiy-mania”. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo generale del popolo etiope, Ahmed sta affrontando alcune difficoltà. In primo luogo, è stato oggetto di un tentato assassinio, il 23 giugno, nel corso di un comizio. In secondo luogo, negli ultimi mesi sono aumentati gli episodi di violenza etnica in tutta l’Etiopia, dovuti principalmente al ritorno in patria dei gruppi ribelli.

Alla fine dell’incontro, Conte e Ahmed hanno concordato prestiti e sovvenzioni del valore di 22 milioni di euro. A tale proposito, Ahmed ha affermato che, grazie al ritorno della pace nell’area del Corno d’Africa, i partner internazionali sono invitati ad approfittarne per supportare le iniziative di integrazione regionale promosse da Addis Abeba. Oltre che da punto di vista economico, l’Eritrea costituisce un importante partner  per l’Italia in ambito della sicurezza. Addis Abeba è particolarmente attiva nella lotta contro il terrorismo locale, effettuando operazioni contro al-Qaeda e al-Shabaab, ed è impegnata in Sud Sudan per sostenere le sue autorità nella risoluzione della guerra civile. Secondo quanto riportato dal Country Report on Terrorism 2017 del governo americano, nel corso dell’anno passato, l’Etiopia è entrata a far parte della coalizione internazionale a guida americana contro l’ISIS.

Prima di volare in Eritrea per incontrare il presidente Afwerki, venerdì 12 ottobre, Conte incontrerà la comunità italiana in Etiopia. L’Italia è stata uno dei primi Paesi europei a instaurare rapporti diplomatici con l’Etiopia nel 1889 e, successivamente, le forze italiane hanno occupato i territori del Paese africano dal 1936 al 1941.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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