900 combattenti dell’ISIS nelle prigioni curde-siriane

Pubblicato il 12 ottobre 2018 alle 13:23 in Medio Oriente Siria

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Sono circa 900 i combattenti dello Stato Islamico attualmente detenuti nelle prigioni gestite dalle forze curde siriane che combattono il gruppo terroristico. Secondo le dichiarazioni dell’11 ottobre del portavoce delle Unità di Protezione del Popolo Curdo (YPG), Nuri Mahmud, tale dato indicherebbe un aumento significativo rispetto a conteggi del mese precedente.

A conferma di ciò, mentre a settembre i terroristi rinchiusi nelle carceri erano 520, ad oggi se ne contano 900 provenienti da 44 diversi Paesi. Nuri Mahmud, facendo riferimento battaglie in corso nella Siria orientale, ha precisato che la lotta contro i terroristi dello Stato Islamico non è ancora finita, che gli arresti continueranno e che i numeri dei prigionieri sono in aumento.

Per quanto riguarda il destino dei militanti stranieri catturati in Siria, le autorità curde hanno dichiarato che non sottoporranno ad alcun processo nessun jihadista straniero, invitando ripetutamente i Paesi d’origine a rimpatriarli. Nonostante ciò, alcuni paesi occidentali, alla luce degli attacchi rivendicati dall’ISIS sul proprio territorio, si sono dimostrati riluttanti a far rientrare i propri terroristi in patria. A tal proposito, il portavoce dell’YPG ha affermato che: “La maggior parte dei Paesi ha ignorato le proprie responsabilità”.

Come se non bastasse, secondo quanto riportato da un funzionario degli affari esteri curdo, Abdel Karim Omar, le forze curde siriane detengono inoltre 550 donne e circa 1.200 bambini dalle famiglie dei membri ISIS. I combattenti sono solitamente detenuti in carcere, mentre donne e bambini sono tenuti in campi separati dalle prigioni. 

L’ISIS è apparso nel nord e nell’est della Siria nel 2013, dopo la conquista di vaste porzioni del territorio iracheno. Il gruppo aveva dichiarato un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e di 1/3 del territorio iracheno. Tuttavia, in seguito alla battaglia di Raqqa, avvenuta il 17 ottobre 2017, ha perso terreno, mantenendo solamente il controllo di piccole aree isolate e desertiche.

Nel territorio siriano, durante il mese di settembre, le Syrian Democratic Forces, guidate dall’YPG, avevano lanciato un’offensiva su larga scala per espellere i jihadisti dalla loro ultima roccaforte orientale nei pressi Hajin, vicino al confine iracheno. Proprio in Iraq, invece, sono state arrestate più di 19.000 persone, accusate di avere legami con lo Stato islamico o colpevoli di altri reati legati al terrorismo. Tali dati sono aggiornati a maggio e includono anche più di 3.000 condanne a morte.

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Alice Bellante

di Redazione

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