Romania: preoccupazioni per l’attività militare russa nel Mar Nero

Pubblicato il 11 ottobre 2018 alle 12:44 in Romania Russia

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La Romania ha espresso preoccupazione per l’aumento dell’attività militare russa nel Mar Nero, martedì 10 ottobre. Bucarest ha inoltre aggiunto che il rafforzamento della difesa a livello europeo sarà uno dei temi principali quando assumerà la presidenza del Consiglio dell’UE a gennaio 2019.

“La Federazione Russa sta usando il Mar Nero per proiettare la sua forza nel Mediterraneo orientale” ha dichiarato il ministro della Difesa rumeno, Mihai Fifor, durante una conferenza ospitata dall’Aspen Institute. Fifor ha altresì aggiunto che la situazione è cambiata in maniera drammatica nel corso dell’ultimo anno. Nella stessa occasione, il ministro degli Esteri, Teodor Melescanu, ha sottolineato la necessità di rafforzare la sicurezza informatica e di contrastare le minacce di una possibile guerra ibrida a cui la Russia potrebbe dare impulso. Queste tematiche, ha affermato il ministro Melescanu, saranno un ulteriore punto focale durante la presidenza rumena del Consiglio dell’UE.

La Romania è uno dei membri europei della NATO che, insieme alla Polonia, ha accresciuto la spesa per la difesa durante gli ultimi anni, al fine di scoraggiare le ambizioni della Russia. Inoltre, il ministro della Difesa Fifor ha dichiarato a Reuters che il governo di Bucarest, prima della fine dell’anno, e quindi prima della sua presidenza del Consiglio dell’UE, rivelerà due nuovi programmi di appalto militare, senza però specificare che tipo di acquisizioni comprenderebbero. In questo modo, la Romania incrementerebbe ulteriormente il suo impegno in questo campo, che prevede, tra le altre cose, l’acquisto di nuovi caccia.

A novembre dello scorso anno, la Romania ha annunciato che si sarebbe dotata del sistema missilistico Patriot, progettato con l’obiettivo di difendere da aerei, missili balistici e da crociera, attualmente in uso negli Stati Uniti e in altri Paesi NATO, come Germania, Olanda e Polonia. Quest’ultima, il 28 marzo 2018, ha concluso il più grande accordo in materia di armi della sua intera storia, che ammonta a 4.75 miliardi di dollari, per dotarsi di un sistema missilistico Patriot. Ciò, ricorda la CNN, è successo dopo che Mosca ha stazionato permanentemente dei missili nucleari Iskander a Kaliningrad, territorio russo che confina Polonia e Lituania. Questa mossa era stata considerata dal Ministro della Difesa di Varsavia “molto allarmante”. Anche la Svezia, giovedì 2 agosto, ha annunciato che si sarebbe dotata di questo sistema missilistico terra-aria, dal momento che l’attuale sistema di difesa aerea, che non è in grado di abbattere i missili balistici.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Cristina Lipari

di Redazione

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