Onu: Algeria interrompa subito le deportazioni dei migranti nel deserto

Pubblicato il 11 ottobre 2018 alle 9:12 in Algeria Immigrazione

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L’Algeria deve interrompere immediatamente le espulsioni dei migranti africani presso il confine con il Niger. È quanto ha dichiarato l’Onu, in seguito a diverse accuse mosse contro autorità di Algeri da parte di organizzazioni umanitarie, le quali hanno reso noto che un numero sempre crescente di stranieri viene deportato nel deserto.

Dal 2014, l’Algeria ha portato forzatamente in Niger circa 35.600 migranti, di cui 12.000 dall’inizio del 2018, secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM). “Queste espulsioni di massa dall’Algeria in Niger sono un’assoluta violazione dei diritti umani”, ha riferito il relatore speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani per i migranti, Felipe Gonzalez Morales, il quale ha lanciato un appello al governo algerino, chiedendo di rispettare i sui obblighi internazionali, e ha altresì domandato al Niger di riformare le proprie leggi anti-trafficanti.

Il Niger è sempre stato un Paese di transito per i flussi migratori provenienti dall’Africa occidentale e diretti verso la Libia e l’Algeria. In particolare, l’instabilità politica, sociale ed economica che caratterizza il Paese africano da quasi sessant’anni ha contribuito favorire le attività dei trafficanti di esseri umani. Il Niger costituisce altresì la principale rotta dei traffici verso l’Europa, la quale ha stimato che il 90% dei migranti provenienti dall’Africa occidentale passa attraverso il Paese per andare in Libia o in Algeria e, da lì, imbarcarsi. Persone originarie dell’Africa sub-sahariana sono state regolarmente soccorse nel deserto nigerino, dopo essere state esposte a temperature molto alte con scarsi cibo ed acqua. Secondo quanto riportato dall’Onu, molti migranti vengono addirittura prelevati di notte presso le loro case, senza nemmeno avere il tempo di farli vestire o prendere gli effetti personali. Alcuni di loro vivono da anni in Algeria ed hanno figli che frequentano le scuole locali, altri, invece, che non possiedono documenti, vengono picchiati e trattenuti presso le stazioni di polizia prima di essere trasportati nel deserto.

Da parte sua, l’Algeria ha sempre negato di abbandonare i migranti presso zone desolate del confine con il Niger, riferendo tuttavia di essere alle prese con ingenti flussi di migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana, dal Mali e dal Niger. Ad avviso delle autorità di Algeri sono state mosse critiche ingiustificate, in quanto gli sforzi del Paese hanno permesso di fermare migliaia di migranti che tentavano di raggiungere l’Europa. Secondo l’IOM, lo stesso fenomeno di deportazione dei migranti si sta verificando anche al confine con il Mali, dove tra aprile e maggio l’organizzazione ha assistito 1.135 stranieri, di cui 9 donne e 30 bambini, che erano stati abbandonati nel deserto.

Già a luglio il direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), William Lacy Swing, si era detto molto preoccupato riguardo al destino delle migliaia di migranti che vengono lasciate nel deserto lungo i confini tra il Niger, Mali e l’Algeria. La dichiarazione di Swing è arrivata in seguito alla notizia pubblicata il 25 giugno dall’agenzia stampa The Associated Press sul fatto che l’Algeria aveva abbandonato nel deserto del Sahara oltre 13.000 persone, tra cui donne incinte, senza acqua né cibo, spesso sotto la minaccia di armi. “I migranti irregolari, tra cui donne in stato interessante e minori non dovrebbero essere lasciati senza acqua e cibo e costretti a camminare per chilometri sotto il sole con alte temperature nel deserto”, aveva commentato il direttore dell’IOM.

L’Algeria condivide 2.500 km di confine con il Mali e il Niger e, dal 2015, ha speso 20 milioni di dollari per gestire i flussi di rifugiati che abbandonavano gli Stati di origine nella regione del Sahel. “Nessuno ci ha aiutato, abbiamo gestito la situazione da soli”, ha precisato il Ministero dell’Interno algerino, rigettando le accuse mosse da Human Rights Watch e Amnesty International in merito alle deportazioni forzate dei migranti.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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