Iraq: arrestati collaboratori dell’ISIS a Baghdad e Erbil

Pubblicato il 11 ottobre 2018 alle 16:38 in Iraq Medio Oriente

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Le forze speciali irachene, mercoledì 10 ottobre, hanno arrestato nei pressi Baghdad e Erbil alcuni dei principali sospettati appartenenti ad un gruppo di raccolta fondi dello Stato Islamico. Le unità irachene, sostenute da membri della coalizione a guida statunitense che combatte contro l’ISIS, avevano già effettuato un totale di 10 arresti tra il 7 e il 9 ottobre, secondo quanto riportato da una dichiarazione dell’operazione Inherent Resolve.

“Gli arresti infliggono un duro colpo alla capacità dell’ISIS di minacciare e terrorizzare i civili” ha affermato il maggiore Patrick Roberson, comandante della task force congiunta per le operazioni speciali. “Questo dimostra che chi assiste, sponsorizza o fornisce supporto finanziario, materiale o tecnologico all’ISIS dovrà affrontare gravi conseguenze” ha poi puntualizzato.

L’ISIS aveva dichiarato un califfato transfrontaliero in Siria e in Iraq il 29 giugno 2014, prendendo il controllo di gran parte della Siria e 1/3 del territorio iracheno. Le città chiave di Mosul, Ramadi e Falluja erano state occupate dalle forze jihadiste. Tuttavia, dopo quasi 2 anni di occupazione, i contingenti iracheni e internazionali hanno spinto il gruppo fuori dal Paese dopo una sanguinosa offensiva durata mesi. Da allora, i jihadisti hanno perso terreno per far fronte alle forze irachene, siriane e alle forze della coalizione internazionale a guida americana. La presenza del gruppo terroristico è attualmente limitata. L’Iraq ha dichiarato ufficialmente la vittoria militare sull’ISIS il 9 dicembre 2017. Tuttavia, il gruppo continua a condurre attentati, sempre meno sporadici, e a gestire cellule dormienti nel Paese, in particolare nel nord, attorno alla città di Mosul.

Il rapido collasso dell’esercito iracheno, che ha ricevuto centinaia di milioni di dollari di sostegno, addestramento e equipaggiamento dagli Stati Uniti dopo l’invasione del 2003, ha scatenato diverse richieste di riforma del controllo militare a Baghdad. Una delle principali debolezze dell’esercito, riscontrate in corrispondenza delle prime offensive dell’ISIS, è il sistema delle liste dei soldati in servizio. Esse risultano essere “gonfiate”, includendo cioè molteplici combattenti “fantasma”, uomini elencati in servizio attivo ma che effettivamente non esistono o uomini che corrompono ufficiali superiori per tornare a casa, continuando a ricevere la paga e benefici derivanti dal servizio.

Da quando tali informazioni sono venute alla luce, il governo ha promesso di combattere la corruzione militare e di ricostruire il comando dell’esercito per prevenire futuri incidenti del genere.

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Alice Bellante

di Redazione

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