Yemen: 80 ribelli Houthi uccisi dalla coalizione araba

Pubblicato il 10 ottobre 2018 alle 14:32 in Arabia Saudita Yemen

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Sono almeno 80 i ribelli Houthi uccisi in seguito a diversi attacchi aerei lanciati dalla coalizione a guida saudita nello Yemen, martedì 9 ottobre, nella provincia occidentale di Hodeidah. Le offensive in questione hanno causato anche la morte di 7 civili. Nelle ultime 48 ore, i raid hanno colpito 2 fattorie, 2 campi di addestramento ribelli e un’area vicina al porto della città, secondo fonti militari. Il personale di soccorso e fonti mediche hanno confermato il numero delle vittime, aggiungendo che i corpi sono stati portati negli ospedali della provincia.

L’Arabia Saudita è intervenuta in Yemen nel 2015 a capo di una coalizione militare per sostenere il governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, dopo l’estromissione di quest’ultimo dal potere e dalla capitale Sanaa, oltre che dal nord del Paese a causa dell’intervento Houthi. La coalizione, da allora, continua periodicamente ad impiegare contingenti aerei per cacciare i ribelli supportati dall’Iran dal sud del Paese. Tuttavia, nonostante gli sforzi sostenuti, gli Houthi continuano a detenere il controllo su Sanaa e sul porto di Hodeidah nel Mar Rosso.

A seguito del crollo dei colloqui sostenuti dalle Nazioni Unite a settembre, la coalizione ha annunciato che stava rilanciando un assalto sulla città portuale. Attualmente, vivere o transitare per la città di Hodeidah è estremamente pericoloso. La mancanza di accesso a cibo, acqua e medicine ha minacciato migliaia di vite, costringendo diverse famiglie a fuggire dalle loro case. Hodeidah sta attraversando un periodo di orrore e fame. Lise Grande, coordinatrice umanitaria delle Nazioni Unite, ha dichiarato che “centinaia di migliaia di vite sono in bilico”, indicando che “le famiglie sono assolutamente terrorizzate dai bombardamenti e dagli attacchi aerei”. Grande ha aggiunto: “Siamo particolarmente preoccupati per i traffici nel Mar Rosso, al momento ci sono 45.000 tonnellate di cibo all’interno della città, sufficienti per nutrire 3,5 milioni di persone per un mese. Se gli scambi sono danneggiati o interrotti, il costo umano sarà incalcolabile”.

Come anticipato, dal collasso delle trattative di pace sponsorizzate dall’ONU, avvenuto l’8 settembre, la crisi umanitaria in Yemen è peggiorata drammaticamente e sono ripresi gli scontri nella città di Hodeidah. La coordinatrice umanitaria per lo Yemen, Lise Grande, ha spiegato che, se le parti continueranno a combattere nell’area, nel Paese potrebbe verificarsi un periodo di carestia che andrebbe a peggiorare le già gravi condizioni di circa 8,4 milioni di persone che vivono in una situazione di inedia. La guerra nel Paese, in corso ormai da 3 anni, ha causato la più grave crisi umanitaria del mondo. Più di 22 milioni di persone, su un totale di 28 milioni, dipendono dagli aiuti per sopravvivere. Come se non bastasse, secondo le stime dell’ONU, almeno 10.000 persone sono morte da quando la coalizione saudita è intervenuta in Yemen, nel 2015. A tal proposito, Al Jazeera English ha sottolineato che il numero di vittime potrebbe essere molto più alto, dal momento che i dati non vengono aggiornati da tempo.

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Alice Bellante

di Redazione

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