Venezuela: oppositore muore in commissariato, interviene l’ONU

Pubblicato il 10 ottobre 2018 alle 15:27 in America Latina Venezuela

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La comunità internazionale ha espresso indignazione per la morte del consigliere comunale antichavista Fernando Albán mentre era in custodia del Servizio di Intelligence Nazionale Bolivariano (Sebin, l’agenzia di intelligence venezuelana). L’oppositore era stato arrestato venerdì scorso per il suo presunto coinvolgimento nel fallito attentato contro Nicolás Maduro il 4 agosto scorso. L’ufficio dell’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha indicato che questo caso sarà esaminato e farà parte di una nuova relazione sulla violazione dei diritti umani in Venezuela.

“Fernando Albán è stato detenuto dallo Stato, lo Stato aveva l’obbligo di garantire la sua sicurezza, la sua integrità personale e abbiamo chiesto un’indagine trasparente per chiarire le circostanze della sua morte, poiché ci sono rapporti contrastanti su ciò che è accaduto” – ha dichiarato Ravina Sahmadasani, portavoce dell’ufficio delle Nazioni Unite in una conferenza stampa a Ginevra. Samadasani ha aggiunto che l’ONU ha nuovamente chiesto al governo di Caracas di consentire l’ingresso di una commissione internazionale neutrale, ma non ha ancora ricevuto risposta. 

La stessa linea è stata assunta dall’Unione europea. Federica Mogherini, vicepresidente e alto rappresentante della politica estera della UE, in un comunicato ha chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici in Venezuela, che superano i 200 secondo le organizzazioni internazionali, e che i diritti umani siano rispettati. I governi di Stati Uniti, Regno Unito, Spagna, Francia, Argentina, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Messico, Paraguay e Perù hanno anche richiesto un’indagine indipendente su quanto accaduto. In Spagna il leader liberale Albert Rivera ha chiesto al governo di unirsi alla denuncia contro Maduro presentata al Tribunale Penale Internazionale dell’Aia da dodici paesi americani. 

Albán era stato arrestato senza un ordine del tribunale venerdì 5 settembre, quando era atterrato all’aeroporto di Maiquetía proveniente da New York. Fino a lunedì 8 settembre a mezzogiorno non era stato presentato in tribunale. Fu allora che il ministro dell’Interno, Néstor Reverol, ha riferito che, mentre era in una stanza del quartier generale di Sebin, Albán “si è lanciato attraverso una delle finestre dell’edificio e la caduta ne ha causato la sua morte”. In un’altra versione del suicidio, il procuratore generale del paese, Tarek Wililam Saab , ha detto che il detenuto ha chiesto di andare in bagno e si è buttato giù dal decimo piano dell’edificio.

I leader dell’opposizione hanno anche richiesto indagini imparziali sulla morte di Albán e hanno insistito sulla tesi dell’omicidio.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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