Si dimette Nikki Haley, ambasciatrice USA all’ONU

Pubblicato il 10 ottobre 2018 alle 13:21 in USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, si è dimessa dall’incarico, martedì 9 ottobre, ma non sfiderà il presidente americano, Donald Trump, nella corsa per la Casa Bianca nel 2020. Lo ha dichiarato la stessa Haley che, seduta accanto al leader della Casa Bianca, nello Studio Ovale, ha dichiarato che è stato un “onore” ricoprire per 18 mesi l’incarico che lascerà alla fine dell’anno.

Figlia di immigrati indiani, la Haley, 46 anni, membro del partito repubblicano, è stata governatore della Carolina del Sud dal 2011 al 2017, anno in cui ha assunto la rappresentanza degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite. Tale incarico l’ha resa la donna con il profilo più alto nell’amministrazione Trump, nonché, secondo molti, un possibile candidato alla presidenza americana.

Le sue dimissioni hanno suscitato grande sorpresa tanto alla Casa Bianca quanto alle Nazioni Unite, anche se Trump ha in seguito riferito che la Haley gli aveva comunicato 6 mesi fa che stava valutando l’idea di dimettersi. Le divergenze tra l’ambasciatrice e il presidente non sono mancate. “Non sono d’accordo con il presidente su ogni cosa”, ha dichiarato la stessa Haley, riportata dal New York Times. Voce critica di Trump durante la campagna elettorale del 2016 e sostenitrice di una linea più dura di quella proposta dal presidente americano nei confronti della Russia, la Haley, secondo quanto riportato da Reuters, è stata di recente messa in ombra da alcune personalità particolarmente  vicine al presidente americano, come il Segretario di Stato, Mike Pompeo, che ha avuto un ruolo di primo piano nella questione nordcoreana, e il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, John Bolton, che ha concretizzato la linea dura di Trump nei confronti dell’Iran. Tuttavia, la Haley ha rappresentato pienamente l’America First dell’attuale amministrazione presso le Nazioni Unite. In particolare, l’ambasciatrice statunitense ha guidato il ritiro degli Stati Uniti da diversi programmi delle Nazioni Unite, ha difeso la linea dura di Washington contro l’Iran e la Corea del Nord a proposito dei loro programmi nucleari, si è schierata contro quello che ha definito “il pregiudizio anti-israeliano” alle Nazioni Unite e ha dichiarato che, grazie all’amministrazione Trump, gli Stati Uniti sono ora rispettati in tutto il mondo.

“Ha fatto un lavoro incredibile. È una persona fantastica”, ha dichiarato Trump, lodando la Haley che, da parte sua, ha ringraziato il presidente e la sua famiglia per il loro sostegno. Elogi sono arrivati anche dalle Nazioni Unite, dove diversi colleghi della Haley l’hanno descritta come una voce di chiarezza all’interno di un’amministrazione che non ha mancato di inviare, invece, segnali contrastanti. “Nikki Haley è uno dei funzionari di governo degli Stati Uniti più talentuosi e autentici che abbia mai incontrato”, ha affermato l’ambasciatore britannico presso le Nazioni Unite, Francois Delattre, riportato da Reuters. Secondo quanto riferito da Stephane Dujarric, portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, anche quest’ultimo ha espresso il suo “profondo apprezzamento per l’eccellente cooperazione e il sostegno” dimostrato dall’ambasciatrice uscente.

Nella lettera di dimissioni che ha consegnato a Trump, la Haley ha chiarito che “sicuramente non sarà candidata ad alcun ufficio nel 2020” e che sosterrà l’attuale presidente per un secondo mandato. Ha affermato di non avere ancora piani per il futuro ma ha fatto riferimento ad un suo possibile ritorno al settore privato.

Ipotesi in merito a chi sostituirà Nikki Haley sono già state avanzate. Trump ha informato i giornalisti a bordo dell’Air Force One che sta considerando una breve lista composta da cinque possibili candidati per sostituire l’ambasciatrice uscente, incluso quello di Dina Powell, ex viceconsigliere della Casa Bianca per la sicurezza nazionale e amica della Haley. Non rientra, invece, fra i possibili candidati la figlia maggiore di Trump, Ivanka, senior adviser del padre. Sebbene il leader della Casa Bianca abbia in precedenza dichiarato che Ivanka sarebbe “incredibile” per ricoprire tale ruolo, ha poi riconosciuto che la sua nomina darebbe adito ad accuse di nepotismo. La stessa Ivanka ha poi precisato su Twitter che non sostituirà la Haley alle Nazioni Unite.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Roberta Costanzo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.