Israele: continueremo a colpire i nostri nemici in Siria

Pubblicato il 10 ottobre 2018 alle 10:30 in Israele Siria

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, martedì 9 ottobre, ha annunciato al vice premier russo, Maxim Akimov, che Israele continuerà a colpire obiettivi ostili nella vicina Siria, nonostante Mosca abbia deciso di rifornire Damasco con l’avanzato sistema di difesa aerea missilistica, S-300.

Netanyahu ha ribadito in una conferenza stampa le parole pronunciate in occasione di un incontro tenutosi a margine di alcune riunioni di un comitato economico bilaterale a Gerusalemme con Maxim Akimov, secondo le quali Israele continuerà a combattere i tentativi iraniani di trincerarsi militarmente in Siria e inviare armi avanzate al suo alleato libanese, Hezbollah. Nonostante la consegna dei sistemi di difesa aerea S-300, lo Stato Ebraico considera il suo impegno in Siria come una questione di autodifesa, la quale legittima le attività dirette contro i nemici decisi a distruggere Israele.

Quello di martedì 9 ottobre è stato il primo incontro pubblicizzato tra le 2 parti dopo l’accidentale abbattimento di un aereo russo da parte dell’esercito siriano avvenuto durante un attacco israeliano in Siria, il 17 settembre. L’incidente in questione, il quale aveva causato la morte di 15 russi, aveva sollevato tensioni tra Israele e Russia. Non caso, proprio in seguito all’accaduto, Mosca ha provveduto ad introdurre nuove misure per proteggere le sue forze armate in Siria, tra cui l’equipaggiamento di Damasco con i sistemi di difesa aerea S-300.

Nel 2015, Russia e Israele avevano istituito una linea diretta per evitare scontri casuali in Siria, ma le nuove misure preoccupano lo Stato Ebraico, che al momento sembra limitare gli attacchi. “Penso che con buon senso e buona volontà possiamo arrivare a una soluzione che consenta il proseguimento del buon coordinamento tra l’esercito russo e quello israeliano” ha affermato Netanyahu.

L’abbattimento del jet russo nella tarda serata di lunedì 17 settembre ha messo in luce i pericoli posti dagli interessi contrastanti delle varie potenze attive in Siria. L’affollamento dei cieli del Paese dilaniato dalla guerra civile ha altresì rischiato di danneggiare seriamente i rapporti tra Russia, Israele e la stessa Siria. Non a caso, l’incidente è stato considerato il peggior episodio di fuoco amico tra Mosca e Damasco, dall’intervento militare russo a sostegno delle forze del presidente Bashar al-Assad nel settembre 2015.

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Alice Bellante

di Redazione

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