Emigrazione venezuelana: più difficile ottenere asilo in Spagna

Pubblicato il 10 ottobre 2018 alle 6:00 in Spagna Venezuela

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Ottenere l’asilo politico in Spagna per i rifugiati venezuelani è sempre più difficile. È quanto ha denunciato l’ufficio del difensore civico spagnolo, che ha sottolineato come il Ministero dell’Interno sia “ingolfato” di richieste, non solo per l’aumento delle domande negli ultimi due anni. Se è vero che dalle 4.196 del 2016 si è passati alle 12.845 dei primi nove mesi del 2018, una media che lascia supporre una quadruplicazione delle domande in due anni entro fine 2018, è altrettanto vero che il governo socialista, che ha ereditato il problema e le inefficienze dal predecessore popolare, ha ridotto significativamente mezzi e personale a disposizione dei richiedenti asilo.

Al di là delle richieste, denuncia la Commissione Spagnola per l’Aiuto ai Rifugiati (CEAR), ci sono ancora 25.340 pratiche inevase e la situazione si aggrava se si considera che, da gennaio a giugno 2018 è stato concesso lo status di rifugiato politico a soli 3 cittadini venezuelani, a sottolineare che il problema non nasce con il governo di Pedro Sánchez, divenuto premier il 2 giugno scorso.

Il difensore civico e numerose organizzazioni che si occupano dei rifugiati segnalano, tuttavia, una serie di misure prese dall’attuale esecutivo che hanno solo peggiorato la situazione. Già all’inizio di giugno è stato cancellato il numero telefonico 060, che consentiva di prendere appuntamento telefonicamente, mentre ora è obbligatoria la richiesta di appuntamento in forma presenziale. Inoltre le autorità hanno smesso di ritirare i passaporti ai richiedenti asilo, il che da un lato rallenta le pratiche, dall’altro consente ai titolari di uscire dalla Spagna, spesso senza coscienza del fatto che così perdono diritto all’analisi della pratica. Il processo di protezione internazionale, che prima poteva essere avviato in qualsiasi commissariato della Comunità di Madrid, è ora stato concentrato in sole due sedi, con il risultato di una significativa riduzione del personale deputato all’avvio delle pratiche. Le ONG che seguono i venezuelani in Spagna denunciano inoltre trattamenti intimidatori nei confronti dei richiedenti asilo. 

Il difensore civico, per uscire dall’impasse, ha proposto la concessione generalizzata di uno statuto di protezione temporanea a tutti i venezuelani già arrivati nel paese, senza per questo interrompere l’analisi delle pratiche, poiché molti sono veri rifugiati politici. 

L’opposizione di centro-destra, tanto il Partito Popolare quanto i liberali di Ciudadanos, accusano il governo di essere “ostaggio di Pablo Iglesias”, il leader di Podemos. La formazione di estrema sinistra, infatti, non nasconde le proprie simpatie per il governo di Nicolás Maduro e anzi, fino all’esplosione della crisi politica ed economica in Venezuela, proponeva un modello venezuelano da seguire per risolvere i problemi della Spagna. A imbarazzare l’esecutivo di Sánchez anche il sostegno a Maduro dell’ex premier socialista José Luis Rodríguez Zapatero, che da mediatore nel paese latinoamericano è diventato sponsor del governo chavista. 

 

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

 

 

di Redazione

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