Siria: completato il ritiro delle armi pesanti dei ribelli di Idlib

Pubblicato il 9 ottobre 2018 alle 11:31 in Siria Turchia

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I ribelli siriani, lunedì 8 ottobre, hanno ultimato il ritiro di armi pesanti dalla zona demilitarizzata recentemente istituita ad Idlib. Fonti dell’opposizione hanno dichiarato che ogni tipologia di armi pesanti è stata rimossa dalle prime linee, tra cui lanciarazzi Grad, mortai e missili a medio raggio, secondo l’agenzia di stampa statale turca, Anadolu.

Il Fronte di Liberazione Nazionale (NLF), una coalizione sostenuta dalla Turchia composta da 12 fazioni ribelli, aveva annunciato l’avvio del ritiro dalla zona come parte dell’accordo stretto tra la Russia, alleata del regime di Bashar al Assad, e la Turchia, sostenitrice dei ribelli. L’intesa, raggiunta il 17 settembre a Sochi, mira a evitare un massiccio assalto del regime siriano nella provincia di Idlib, creando una zona cuscinetto di 15 – 20 chilometri intorno all’area interessata. Oltre a ciò, il patto prevede anche il ritiro di tutti i membri di gruppi radicali dalla zona. Tuttavia, non è ancora chiaro se le parti coinvolte abbiano accettato di trasferirsi.

Secondo l’accordo, i ribelli stanziati nella zona demilitarizzata avrebbero dovuto ritirare le armi pesanti entro mercoledì 10 ottobre, mentre il termine ultimo per gruppi radicali rimane il 15 ottobre. Nonostante la rimozione dell’artiglieria pesante, è previsto che alcuni ribelli siriani rimangano nella zona per aiutare le truppe turche a monitorare e pattugliare l’area.

Il Fronte di Liberazione Nazionale è la principale alleanza ribelle sostenuta dalla Turchia nella regione di Idlib, ma il più grande gruppo armato della provincia rimane Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un gruppo dominato da una fazione ribelle precedentemente nota come Fronte al-Nusra, prima di rinunciare ai suoi legami con al-Qaeda. HTS, il quale non ha ancora notificato se rispetterà l’accordo o meno, controlla circa il 60% del territorio.

Domenica 7 ottobre, il presidente siriano Bashar al-Assad ha dichiarato che l’accordo russo-turco è “temporaneo” e che nonostante esso abbia impedito uno spargimento di sangue, il fine ultimo del suo regime rimane quello di ripristinare il controllo su tutta la Siria.

Le Nazioni Unite hanno avvertito ripetutamente che un attacco a Idlib creerebbe una catastrofe umanitaria nella regione, la quale ospita 3 milioni di persone, quasi la metà delle quali vi hanno trovato rifugio dopo essere scappate da altre parti del Paese, dove i combattenti del regime siriano hanno ripreso il controllo. Nonostante ciò, il leader siriano, nei suoi commenti di domenica, ha definito le preoccupazioni dell’Occidente come “isteriche”, aggiungendo che una vittoria militare del proprio governo avrebbe solo mandato all’aria i loro piani per il Paese.

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Alice Bellante

di Redazione

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