Etiopia: premier inaugura nuovo complesso industriale nella regione Oromia

Pubblicato il 9 ottobre 2018 alle 6:44 in Africa Etiopia

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Il premier dell’Etiopia, Abiy Ahmed, ha inaugurato l’Adama Industrial Park, un complesso industriale situati nella regione Oromia, sua terra di origine. Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente regionale, Lemma Megerssa.  

Tale complesso costituisce il centro dei piani economici del Paese del Coro d’Africa e, come affermato dal capo dello staff di Ahmed, rappresenta un’importante aggiunta alla rete dei parchi eco-industriali sostenibili in Etiopia, pronti per investimenti che rafforzeranno l’economia e creeranno posti di lavoro. Secondo la Commissione degli Investimenti etiope, tali progetti sono destinati a specifici settori, come quello tessile, della pelle, dei prodotti farmaceutici e dell’agro-elaborazione.

L’Adama Park si aggiunge ad altri simili, come l’Hawassa Industrial Park e il Bole Lemi I Industrial Park. Il suo campo d’azione, in particolare, riguarderà il tessile, l’abbigliamento, l’assemblaggio veicoli e l’industria alimentare. Si prevede che vengano creati almeno un milione di posti di lavoro. Adama, conosciuta anche come Nazreth, è una città dell’Etiopia centrale e la precedente capitale dell’Oromia. Il governo etiope ha spesso invitato figure di alto profilo a visitare tali parchi, come il capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, il presidente ruandese, Paul Kagame, e il presidente eritreo, Isaias Afwerki.

Da quando è salito alla guida dello Stato africano, Ahmed ha avviato un cambiamento radicale non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello politico e sociale. Uno dei maggiori risultati finora ottenuti è stata la firma dell’accordo di pace con l’Eritrea, il 9 luglio, con cui i due Paesi vicini hanno sancito fine dello stato di guerra, in corso dal maggio 1998. Il ventennale conflitto tra Etiopia ed Eritrea ha destabilizzato l’intera regione e ha visto entrambi i governi incanalare gran parte dei loro budget nella sicurezza.

Oltre a ciò, Ahmed ha riaperto l’accesso ai siti web e ai canali televisivi che erano stati bloccati per motivi politici e ha invitato i gruppi in esilio a tornare in patria, concludendo accordi di pace. In particolare, il premier ha concesso il perdono al Fronte di Liberazione Oromo (OLF), il quale aveva fomentato un’insurrezione per l’autodeterminazione del gruppo etnico che, rappresentando circa un terzo dei 100 milioni di abitanti del Paese, si attesta come il più popoloso dell’Etiopia.

Gli oromo avevano iniziato a protestare nel novembre 2015, lamentando una sempre più grande marginalizzazione nello scenario sociale e politico dello Stato. A suscitare le prime tensioni politiche era stato il Master Plan, un piano adottato dalle autorità di Addis Abeba che mirava a espandere il territorio della capitale a discapito degli abitanti della regione Oromia. Nonostante il progetto fosse stato cancellato nel mese di gennaio 2016, le proteste erano continuate, diffondendosi anche nella regione di Amhara e, gradualmente, nel resto del Paese. Nel mese di agosto, Ahmed ha altresì permesso ai dirigenti dell’OLF, esiliati dal governo precedente, che aveva messo fuori legge l’intero gruppo, di far ritorno in Etiopia e partecipare attivamente alla politica nazionale.

Nonostante le intenzioni di riportare la pace e la stabilità in Etiopia, le riforme del primo ministro hanno coinciso con un aumento delle violenze etniche nella regione. A tal riguardo, il presidente della Commissione sui Diritti Umani dell’Etiopia, Addisu Gebregziabher, la scorsa settimana, ha dichiarato che il governo di Addis Abeba non sta riuscendo a proteggere i propri cittadini dalla violenza etnica, che ha causato la dispersione di quasi un milione di persone negli ultimi sei mesi.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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