USA, Pompeo: “La Corea del Nord accoglierà gli ispettori internazionali nei siti nucleari”

Pubblicato il 8 ottobre 2018 alle 18:19 in Corea del Nord USA e Canada

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La Corea del Nord consentirà agli ispettori internazionali di esaminare i suoi siti nucleari e missilistici, adempiendo ad uno dei principali punti critici sulla strada verso la denuclearizzazione della penisola coreana, che Pyongyang si è impegnata ad assicurare in occasione del summit di Singapore del 12 giugno. È quanto dichiarato, lunedì 8 ottobre, dal Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, che, il 7 ottobre, ha incontrato il leader nordcoreano, Kim Jong Un, in occasione di una visita nella capitale nordcoreana.

In particolare, Pompeo ha affermato che gli ispettori internazionali visiteranno una struttura nordcoreana deputata al collaudo dei missili nonché il sito di collaudo nucleare Punggye-ri, una struttura situata all’interno di una montagna, in prossimità con il confine cinese, che la Corea del Nord sostiene di aver distrutto. In particolare, Pyongyang afferma che lo smantellamento di tale struttura è iniziato a maggio ma non ha mai consentito agli osservatori internazionali di esaminare il sito per verificare tale operazione.

Tuttavia, l’ispezione da parte degli osservatori internazionali, ha spiegato il Segretario di Stato statunitense, potrà essere svolta solo dopo che le due parti raggiungeranno un accordo sulla logistica. “Molta logistica sarà necessaria per eseguire tale ispezione”, ha spiegato Pompeo durante un briefing tenuto a Seoul, in Corea del Sud, durante il quale ha riferito altresì che Washington e Pyongyang sono “abbastanza vicine” all’accordo sui dettagli per un secondo summit tra il leader nordcoreano e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Quest’ultimo, l’11 settembre, aveva ricevuto una letta da Kim, nella quale il leader di Pyongyang richiedeva proprio l’organizzazione di un secondo meeting. Secondo quanto dichiarato da Pompeo, “entrambi i leader credono che si possano compiere reali progressi e che sostanziali passi avanti potranno essere fatti al prossimo vertice”.

Il primo summit tra i due leader si era svolto il 12 giugno, quando Kim e Trump si erano incontrati a Singapore, sull’isola di Sentosa, dove avevano firmato un documento congiunto in base al quale Pyongyang si era impegnata a lavorare alla completa denuclearizzazione della penisola coreana in cambio della garanzia di sicurezza fornita da Washington. Dopo tale incontro, però, le negoziazioni diplomatiche sono entrate in una fase di stallo per mancanza di accordi sulle modalità con cui procedere all’eliminazione del nucleare dalla Corea del Nord. Il 24 agosto, Trump aveva cancellato improvvisamente la visita di Pompeo, a Pyongyang, dichiarando che gli sforzi volti alla denuclearizzazione del Paese asiatico si erano arrestati. Stando a quanto dichiarato da Pompeo, tuttavia, l’incontro del 7 ottobre, la sua quarta visita a Pyongyang, è stato “un altro passo avanti” verso la denuclearizzazione. Tuttavia, ha precisato il funzionario statunitense, “molti altri passi restano da fare”.

I media di Stato nordcoreani hanno riferito, l’8 ottobre, che Kim ha espresso soddisfazione in merito al suo colloquio con Pompeo, che ha definito “produttivo e meraviglioso”, nonché un’occasione per scambiare opinioni. Il leader nordcoreano ha aggiunto che il dialogo bilaterale continuerà a svilupparsi “sulla base della profonda fiducia tra i due leader” e ha espresso gratitudine a Trump per aver fatto uno sforzo sincero per attuare l’accordo raggiunto al termine del loro summit di giugno. I media nordcoreani, tuttavia, non hanno fatto alcun riferimento alla questione delle ispezioni.

La visita di Pompeo a Pyongyang si è svolta nell’ambito del viaggio del Segretario di Stato americano in Asia. Tale viaggio lo ha portato, il 6 ottobre, a Tokyo, dove ha incontrato il primo ministro giapponese, Shinzo Abe. Dopo la visita nella capitale nordcoreana, il funzionario americano si è poi recato a Seoul, in Corea del Sud, dove ha incontrato sia il presidente sudcoreano, Moon Jae In, sia il ministro degli Esteri del Paese, Kang Kyung Wha. L’8 ottobre, infine, Pompeo si è recato a Pechino, dove ha incontrato il suo omologo cinese, Wang Yi, con il quale ha avuto un aspro colloquio. Il funzionario cinese ha accusato Washington di aver adottato “una serie di azioni che danneggiano i diritti e gli interessi della Cina” e che contribuiscono a “gettare un’ombra sulle relazioni sino-americane”. Il funzionario cinese ha fatto espressamente riferimento alla tensione nei rapporti commerciali tra le due principali economie mondiali, nonché alle relazioni che Washington sta tessendo con Taiwan, l’isola autogovernata che Pechino rivendica come propria. Pompeo, da parte sua, ha replicato che Washington “nutre forti preoccupazioni per le azioni intraprese dalla Cina” e che permane un “fondamentale disaccordo” sulle questioni citate da Wang Yi. Il Segretario di Stato statunitense, tuttavia, ha ribadito l’importanza del rapporto fra Stati Uniti e Cina. “Non vedo l’ora di avere l’opportunità di discutere ciascuna di queste questioni perché la nostra è una relazione incredibilmente importante”, ha concluso Pompeo.

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Roberta Costanzo

di Redazione

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