Siria: ritirate armi pesanti ma l’accordo su Idlib resta temporaneo

Pubblicato il 8 ottobre 2018 alle 10:18 in Siria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente siriano, Bashar al Assad, l’8 ottobre, ha dichiarato che l’accordo pattuito tra Russia e Turchia per evitare un’offensiva nella provincia Idlib è temporaneo e che l’obiettivo del suo governo è quello di ripristinare il controllo su tutto il territorio siriano. Tali dichiarazioni sono arrivate in occasione di una riunione del Comitato Centrale del partito socialista arabo, al Baath.

I contingenti dei ribelli siriani sostenuti dalla Turchia hanno inoltre annunciato che la messa in atto dell’accordo di demilitarizzazione della linea di confine di Idlib è iniziata domenica 7 ottobre. Anche Naji Al Mustafa, portavoce del Fronte di Liberazione Nazionale, ha confermato che le forze governative e quelle ribelli hanno concordato di procedere con l’attuazione dell’intesa, iniziando la demilitarizzazione di 15-20 km lungo la linea del fronte, da concludersi entro il 15 ottobre. I contingenti ribelli hanno già iniziato a ritirare le pesanti armi dalla zona e, allo stesso tempo, le truppe turche hanno rinforzato l’area per monitorare eventuali violazioni.

“Le nostre forze rimarranno in prima linea in posizioni di difesa, con armi leggere e medie. Le armi pesanti erano per lo più in postazioni remote delle nostre basi. Perciò, le fazioni manterranno la loro prontezza a combattere nell’area in caso di emergenza ” ha dichiarato al Mustafa.

Il Fronte di Liberazione Nazionale è la principale alleanza ribelle sostenuta dalla Turchia nella regione di Idlib, ma il più grande gruppo armato della provincia rimane Hayat Tahrir al-Sham (HTS), un gruppo dominato da una fazione ribelle precedentemente nota come Fronte al-Nusra, prima di rinunciare ai suoi legami con al-Qaeda. HTS, il quale non ha ancora notificato se rispetterà l’accordo o meno, controlla circa il 60% del territorio.

L’intesa, siglata il 17 settembre a Sochi in Russia, mira ad evitare un assalto governativo su vasta scala nella provincia di Idlib, l’ultima enclave ribelle rimasta in Siria, creando una zona cuscinetto di 15-20 km intorno all’area interessata. Oltre a ciò, il patto prevede anche il ritiro di tutti i membri di gruppi radicali dalla zona. Nonostante ciò, non è ancora chiaro se tutte le parti coinvolte abbiano accettato di trasferirsi.

Le Nazioni Unite hanno avvertito ripetutamente che un attacco a Idlib creerebbe una catastrofe umanitaria nella regione, la quale ospita circa 3 milioni di persone. Nonostante ciò, il leader siriano, nei suoi commenti di domenica, ha definito le preoccupazioni dell’Occidente come “isteriche”, aggiungendo che una vittoria militare del proprio governo avrebbe solo mandato all’aria i loro piani per il Paese. Sulla stessa linea, Assad ha accusato gli Stati occidentali di cercare di dividere il territorio siriano e sostenere gruppi terroristici.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Alice Bellante

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.