Salvini e Le Pen uniti per un’alternanza in Europa

Pubblicato il 8 ottobre 2018 alle 15:21 in Francia Italia

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Il ministro dell’Interno e vice-premier, Matteo Salvini, ha colloquiato con la leader del partito francese Rassemblement National di estrema destra, ex Front National, Marine Le Pen, con cui ha concordato di voler “lottare contro l’Unione Europea per salvare l’Europa”. I due si sono incontrati a Roma, in occasione di un convegno del sindacato Ugl, lunedì 8 ottobre.

“I nemici dell’Europa sono quelli asserragliati nel bunker di Bruxelles. I nemici dell’Europa sono Moscovici e i Juncker, che hanno portato precarietà in Europa e si rifiutano di restituire la poltrona”, ha dichiarato Salvini, aggiungendo che è un onore condividere con Le Pen un percorso di amicizia e di valori, intesi a rimettere al centro il lavoro, la dignità e la felicità dei popoli europeo. Da parte sua, la leader di destra francese ha sottolineato che l’UE ha calpestato i valori della solidarietà. “A maggio riusciremo ad arrivare a un’Unione che parta da nuovi valori contro la mondializzazione, è una lotta che portiamo avanti con Matteo Salvini, convinti della necessità di un’alternanza in Europa”, ha spiegato Le Pen. I due hanno concordato altresì che, a loro avviso, il modello economico dell’Unione è perverso e che tutti gli altri Paesi del mondo come USA, Cina e India, lo stanno abbandonando.

Nel corso di un intervento radiofonico a Rtl, sempre lunedì 8 ottobre, Salvini ha affrontato la questione dei migranti e delle critiche mosse dalla stampa e dalle opposizioni in merito alla Manovra del Popolo. In merito all’immigrazione, Salvini ha confermato quanto annunciato domenica 7 ottobre, ovvero che l’Italia chiuderà i suoi aeroporti a ogni volo non autorizzato che trasporti migranti dalla Germania. I due Paesi europei stanno lavorando a un accordo per rimandare in territorio italiano dalla Germania quei migranti che erano già fatta domanda di asilo in Italia. Nonostante l’intesa non fosse ancora stata raggiunta, il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer, nel mese di settembre, aveva confermato che l’accordo con Roma era in fase di firma. Tuttavia, dopo la dichiarazione di Seehofer, Salvini aveva rapidamente smentito la notizia, esigendo maggiori concessioni da parte della Germania.

In relazione agli attacchi dell’opposizione sulla manovra, con riferimento a Forza Italia, Salvini ha dichiarato di non accettare lezioni “da chi ha governato con monti e Renzi”. Sulle critiche mosse dai giornali, invece, il ministro dell’Interno ha dichiarato di non avere tempo di leggerli e di guardare la tv per arrabbiarsi. “Alcuni giornali mettono in forse il fatto che ci saranno assunzioni delle forze dell’ordine e in forse il fatto che smonteremo la legge Fornero. Balle! Però non sto lì a prenderla e a lamentarmi”, ha spiegato Salvini.

La scorsa settimana, il capo del Viminale è stato oggetto di una polemica frontale rivolta dal Commissario europeo per gli affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici, il quale, nel corso di un’intervista al quotidiano francese Le Monde, ha dichiarato che l’esistenza dell’Europa è minacciata a causa delle forze di estrema destra come Matteo Salvini, Marine Le Pen e Viktor Orban. A suo avviso, con particolare riferimento all’Italia, Salvini e Di Maio “sono figli delle disuguaglianze e delle divergenze”, che tuttavia non giustifica i loro eccessi. La scorsa settimana, il vice-premier Luigi Di Maio, ha annunciato la “Manovra del Popolo”, focalizzata sul reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e l’abolizione della riforma Fornero. Oltre a ciò, il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, fisserà nel Documento di Economia e finanza (Def) il rapporto tra deficit/pil al 2.4%, un valore superiore rispetto a quello atteso dalla Commissione Europea.  La polemica di Moscovici è continuata, definendo il governo di Roma “xenofobo ed euroscettico” e intenzionato a sottrarsi ai suoi obblighi europei. Anche il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha criticato salvini, dichiarando di sperare che il ministro italiano “non finisca mai nella situazione di dover raccogliere un mucchio di macerie”. 

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Sofia Cecinini

di Redazione

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