IOM: oltre 669.000 migranti irregolari presenti in Libia

Pubblicato il 8 ottobre 2018 alle 9:49 in Immigrazione Libia

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In Libia sono presenti più di 669.000 migranti irregolari di 41 diverse nazionalità.

È quanto riferisce l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), la quale spiega che gli stranieri sono stati identificati nei mesi estivi di luglio e agosto in 100 municipalità e 554 comunità. Le prime cinque nazionalità sono nigerina, egiziana, ciadiana, sudanese e nigeriana; il 12% dei migranti sono donne, mentre il 9% bambini, di cui il 35% non è accompagnato. L’organizzazione informa che il 60% degli stranieri è stato identificato nelle aree occidentali del Paese, con la concentrazione più alta nell’area intorno a Tripoli. I restanti migranti si trovano tra l’Est e il Sud della Libia, rispettivamente il 21,5% e il 18,5%.

Nel frattempo, nel corso dei giorni passati, la UN Refugee Agency (UNHCR) ha riferito che, dall’inizio del 2018, la Guardia Costiera libica ha soccorso circa 14.000 migranti in 104 operazioni in mare. Al momento, sono circa 8.000 i gli stranieri che si trovano presso 18 centri di detenzione a Tripoli. La maggiore attività della Marina libica è dovuta all’appoggio dell’Unione Europea e dall’Italia che, dall’inizio del 2017, hanno inviato equipaggiamento e addestrato gli ufficiali libici.

A luglio, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in carica dal primo giugno scorso, ha inaugurato il “Piano Salvini”, il quale prevede che l’Italia fornisca ulteriore equipaggiamento alla Guardia Costiera, alla Marina e alla Guardia di frontiera libiche, come gommoni e veicoli. Nello specifico, la bozza del decreto legge all’esame del pre-Consiglio dei ministri ha previsto lo stanziamento di 400.000 euro in 2 anni per la manutenzione dei mezzi e per la formazione del personale della Marina e della Guardia Costiera libica, che riceveranno altresì 12 motovedette e 2 unità navali dalla Guardia di Finanza italiana. Il decreto è composto da 4 articoli, i quali stabiliscono la cessazione a titolo gratuito di 12 unità navali Cp, classe 500, in dotazione al Corpo della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, insieme a 2 unità navali di un massimo di 27 metri, classe Corruba, in dotazione alla Guardia di Finanza. Per quanto riguarda la suddivisione dei 400.000 euro, 150.000 saranno stanziati per il ripristino in efficienza e l’adeguamento strutturale e il trasferimento in Libia dei mezzi, mentre 370.000 euro serviranno per la manutenzione delle unità navali e l’addestramento del personale libico.

La Libia costituisce ormai da anni il principale porto di partenza dei flussi migratori che, attraverso il Mediterraneo, tentano di raggiungere l’Italia e l’Europa. Da quando il regime del dittatore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, il Paese nordafricano non è mai riuscita a compiere una transizione democratica. Ancora oggi il potere politico è diviso in due governi: il primo a Tripoli, sotto l’influenza dell’Onu e dell’Italia; il secondo a Tobruk, sotto l’influenza di Russia, Egitto, Emirati Arabi Uniti e Francia. I trafficanti di esseri umani si approfittano di tale situazione di instabilità politica ed economica, con il risultato che i migranti sono vittima di abusi continui, venendo catturati per poi essere costretti ai lavori forzati. 

Il 14 novembre 2017, la CNN aveva pubblicato un video in cui viene mostrato un gruppo di migranti africani che, a poca distanza da Tripoli, vengono venduti all’asta come schiavi a 400 dollari. In tale occasione, le Nazioni Unite definirono la collaborazione tra Unione Europea, Italia e Libia in ambito migratorio “orribile” e “disumana”, poiché la loro politica di assistere la Guardia Costiera libica per intercettare i migranti in mare e riportarli nel Paese nordafricano, dove gli individui sono condannati alla sofferenza, era “un oltraggio alla coscienza umana”. 

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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