Camerun: attesi i risultati delle elezioni presidenziali

Pubblicato il 8 ottobre 2018 alle 8:37 in Africa Camerun

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Le elezioni presidenziali in Camerun, avvenute domenica 7 ottobre, hanno registrato soltanto alcuni incidenti isolati nelle regioni anglofone del Paese, secondo quanto riportato da Reuters. I seggi sono chiusi alle 17:00 del pomeriggio locali, dopo che le votazioni si sono tenute in un clima di calma, tuttavia, la minaccia dei separatisti anglofoni, che avevano annunciato di voler ostacolare le elezioni, hanno fatto registrare una bassa affluenza in diverse postazioni. L’agenzia stampa internazionale riferisce che i conteggi dei voti potrebbero richiedere 2 settimane.

L’esercito camerunense ha reso noto che un ufficiale è stato ferito dopo che il suo convoglio è stato attaccato da alcuni ribelli, mentre una fonte di sicurezza ha rivelato che almeno 3 separatisti sono stati uccisi dalla polizia nella regione anglofona di Bamenda, nel Nord-Ovest del Paese. Se l’attuale presidente Paul Biya, in carica dal 6 novembre 1982, dovesse vincere, sarebbe il suo settimo mandato consecutivo. La sua eventuale vittoria gli permetterebbe di contrastare gli sforzi di coloro che vorrebbero porre limiti ai mandati presidenziali, per evitare che un leader rimanda in carica per troppi anni. L’unico presidente africano che, ad oggi, è al potere da più tempo di Biya è il leader della Guinea Equatoriale, Teodoro Obiang Nguema Mbasogo, in carica dal 3 agosto 1979.

Durante il discorso tenuto dopo la chiusura dei seggi, Biya non ha fatto alcun riferimento agli episodi di violenza, affermando che “la campagna elettorale si è tenuta in un clima pacifico”. “Il Paese dovrà mantenere questo controllo anche quando verranno annunciati i risultati”, ha dichiarato il Biya. Occorre ricordare che, durante la propria campagna elettorale, il presidente non ha visitato le regioni anglofone del Paese.

Le tensioni in Camerun sono scoppiate nel novembre 2016, quando insegnanti e avvocati anglofoni nelle regioni Sud-occidentali e Nord-occidentali del Paese hanno cominciato a protestare, poiché frustrati per essere obbligati a insegnare in lingua francese. I disordini hanno raggiunto il picco di violenza lo scorso primo ottobre, quando i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, zona che comprende le aree meridionali del Paese africano in cui la lingua europea prevalente è l’inglese. Le radici della divisione linguistica risalgono alla fine della Prima Guerra mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di dividere il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori francesi e inglesi. In seguito all’indipendenza dalla Francia nel 1960, nel 1961, il Camerun del Sud, sotto dominazione inglese, si è unito alla Repubblica del Camerun. Tuttavia, ancora oggi gli indipendentisti sostengono che, alla fine del regime coloniale, all’Ambazonia non fu mai data la possibilità di scegliere l’indipendenza. Tali rivendicazioni sono state alimentate nel corso degli anni dalle politiche discriminatorie del governo di Yaounde nei confronti della minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione.

I separatisti anglofoni, tuttavia, non sono l’unica minaccia alla stabilità del Camerun. Confinando a Nord-Est con la Nigeria, dal luglio 2012, il Paese africano è colpito dalla violenza del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram, che ha dato il via alla prima campagna di attacchi suicidi nella regione dell’Estremo Nord del Paese. I residenti della zona sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, mentre il governo di Yaounde ha dovuto concentrare gradualmente le forze di sicurezza nel nord. Con il passare degli anni, Boko Haram è divenuto sempre più attivo in Camerun, iniziando a compiere anche rapimenti, una pratica particolarmente utilizzata dai fondamentalisti nigeriani.

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Sofia Cecinini

di Redazione

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