Israele: il premier Netanyahu incontrerà Putin

Pubblicato il 7 ottobre 2018 alle 13:21 in Israele Russia

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, domenica 7 ottobre ha dichiarato che incontrerà il presidente russo, Vladimir Putin, per la prima volta da quando un aereo-spia della Russia è stato abbattuto sulla Siria dalle forze locali mentre stavano attaccando un velivolo israeliano.

Netanyahu ha comunicato la decisione durante un incontro di gabinetto tenutosi a Gerusalemme, sottolineando che i due leader discuteranno attività di coordinazione per la sicurezza in Siria. A settembre, le relazioni diplomatiche tra Israele e Mosca si erano incrinate dopo che Mosca aveva accusato Tel Aviv di aver abbattuto un aereo russo nei cieli siriani.

Il ministero della Difesa della Federazione russa aveva perso i contatti con l’aereo russo IL-20 di ritorno nella base aerea di Khmeimim, in Siria, lunedì 17 settembre. Secondo Mosca, il velivolo, con un equipaggio di 14 persone a bordo, si trovava a circa 35 chilometri dalle coste siriane nel Mediterraneo; nello stesso momento, 4 caccia F-16 israeliani stavano bombardando alcuni obiettivi siriani nella città di Latakia. L’IL-20 era stato abbattuto, per sbaglio, dalle difese antiaeree siriane. L’affollamento dei cieli del Paese dilaniato dalla guerra civile ha altresì rischiato di danneggiare seriamente i rapporti tra Russia, Israele e la stessa Siria. Non a caso, l’incidente è stato considerato il peggior episodio di fuoco amico tra Mosca e Damasco, dall’intervento militare russo a sostegno delle forze del presidente Bashar al-Assad nel settembre 2015.

Tuttavia, da quando l’aereo russo è stato abbattuto, non si sono verificati raid aerei israeliani. I media di Israele ritengono che tale pausa potrebbe essere avvenuta su richiesta di Mosca, oppure che il governo israeliano abbia sospeso gli attacchi temendo di aumentare le tensioni con la Russia.

La Russia, da parte sua, ha annunciato nuove misure di sicurezza per proteggere il suo esercito in Siria. Mosca, infatti, ha fornito a Damasco il sistema di difesa missilistico S-300 e altre contromisure elettroniche per individuare gli aerei da guerra. Israele teme che i sistemi missilistici antiaerei russi non solo limiteranno la libertà d’azione dell’aviazione militare israeliana nello spazio aereo della regione, ma permetteranno anche ai siriani di controllare lo spazio aereo israeliano. La necessità di poter agire liberamente in Siria, secondo Israele, è necessaria per impedire all’Iran o alle milizie libanesi del gruppo Hezbollah di disporre e trasferire armamenti nell’area. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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