Erdogan: “vendicheremo la morte di 8 soldati turchi uccidendo 800 militanti curdi”

Pubblicato il 7 ottobre 2018 alle 6:00 in Iraq Turchia

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Il presidente turco, Tayyip Erdogan, ha giurato che “finirà” i militanti curdi nelle regioni irachene di Sinjar e Qandil per vendicare la morte di 8 soldati turchi, rimasti uccisi in un attacco-bomba avvenuto nella Turchia sud-orientale.

Nella giornata di sabato 6 ottobre, in un discorso rivolto agli altri membri del partito al potere in Turchia, l’AK Party, in apertura di un vertice di due giorni nelle periferie della capitale Ankara, Erdogan ha esclamato che il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) la pagherà cara per aver ucciso 8 soldati turchi: “Abbiamo 8 martiri? Allora che i terroristi sappiano che pagheranno caro il prezzo di ciò che hanno fatto, con almeno 800 dei loro. Li finiremo andandoli a stanare nelle loro alcove, nei loro buchi. Li distruggeremo in Sinjar e in Qandil”. Il commento del presidente turco rappresenta, allo stato attuale, il più concreto segnale di una possibile e imminente offensiva della Turchia diretta contro i militanti curdi situati nella regione settentrionale dell’Iraq.

La promessa di vendetta di Erdogan fa riferimento a un attentato del PKK andato a buon fine tre giorni prima, quando, mercoledì 3 ottobre, 8 soldati turchi sono rimasti uccisi, e altri 2 feriti, nell’esplosione di un ordigno posto sul ciglio della strada nella provincia di Batman, nella regione dell’Anatolia Sud Orientale. La bomba era stata posizionata e detonata dai militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Nel corso degli ultimi due giorni, le autorità turche hanno incarcerato 137 persone per sospetti legami con il PKK in una vasta operazione condotta su tutto il territorio nazionale; a renderlo noto è stato, nella giornata di sabato 6 ottobre, il Ministero dell’Interno di Ankara.

Negli ultimi mesi, la Turchia ha condotto, a più riprese, attacchi contro le basi del Partito dei Lavoratori del Kurdistan nell’Iraq settentrionale, soprattutto nella roccaforte situata tra le montagne Qandil. Tuttavia, in seguito alle elezioni avvenute nel mese di giugno, sono scemate le preoccupazioni inerenti all’ipotesi di una massiccia offensiva via terra contro la regione incriminata. Il PKK è un gruppo proscritto dal Paese e considerato da Ankara, come anche dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, illegale e terroristico; il PKK è operativo in Turchia e concerta insurrezioni ai danni delle autorità statali sin dagli anni Ottanta. Le violenze e le aggressioni si sono intensificate profondamente nella regione turca sud-orientale a maggioranza curda sin da quando è crollato il cessate-il-fuoco, nel 2015, e il governo ha condotto ripetutamente operazioni su larga scala per catturare i militanti del gruppo sia sul territorio iracheno sia su quello nazionale.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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